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venerdì 6 febbraio 2009

L'arcigay contraria al carro allegorico sull'omosessualità

di Accursio Soldano
Parte la centonovesima edizione del carnevale saccense che quest’anno, dopo tre anni di esilio nel quartiere Perriera ritorna nel centro storico e rischia di diventare una edizione minore del Gay-Pride nazionale con tanti giovani mascherati da Platinette che cantano…”sono nato io, mezzo si e mezzo no, sono nato gay”
Risolti i problemi di viabilità, quest’anno i dieci carri allegorici, cinque di categoria “A” e altrettanti di seconda fascia, ritornano a far tappa in Piazza Scandaliato.
Ma sebbene tutti i carri siano ancora in fase di assemblaggio e nelle scuole di danza si provino le coreografie e gli inni, c’è già un carro allegorico che incuriosisce e fa discutere.
Si chiama “Un mondo diverso” ed è un carro di fascia B che, secondo le previsioni catalizzerà l’attenzione di tutti i partecipanti. A costruirlo, l’associazione culturale “Tira e molla” che nel suo mondo diverso, ha voluto affrontare il tema dell’omosessualità, con un inno, scritto da Giuseppe Gulino e Baldo Sclafani che inneggia all’omosessualità ed all’orgoglio di essere gay.
Sul carro, la maschera principale sarà quella di Lucio Carofiglio, barese di nascita e saccense di adozione, sosia di Platinette che dopo anni di partecipazione passiva al carnevale di Sciacca, quest’anno ha voluto impegnarsi in prima persona. La sua presenza l’ha confermata ai microfoni di Toni Fisco nello speciale “aspettando il carnevale” che andrà in onda stasera alle 21.

L’associazione saccense che costruisce il carro, grazie anche a Carofiglio, ha coinvolto l’Arcigay nazionale, ma Agostino De Caro, neo presidente provinciale, ha declinato l’invito.
“La sede nazionale –di ha detto De Caro- ci ha trasmesso l’invito pervenuto dall’associazione di Sciacca che costruisce il carro, ma noi, in questo momento siamo impegnati ad organizzare il congresso fondativo ad Agrigento, che finalmente, dopo tanti anni, apre una propria sede nella città dei templi. Non credo che parteciperemo al carnevale, perché non ritengo che l’omosessualità sia un problema da mettere su un baraccone del carnevale con tante persone mascherate da Platinette. In questo momento –continua De Caro- abbiamo bisogno di fare lotte serie, se ci mettiamo su un carro di carnevale a fare la cretina, di sicuro perdiamo il rispetto della gente”.
Insomma, malgrado il rifiuto della neonata associazione agrigentina dell’arcigay, la sensazione è che i giorni di sfilata dei carri allegorici, si trasformeranno in una specie di gay-pride, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria, che lottano per “un mondo diverso”.
La manifestazione si svolgerà dal 19 al 24 Febbraio. I primi due giorni sfileranno solo i gruppi mascherati, i successivi, a turno, tutti i carri allegorici con esibizione lungo le vie cittadine e sul palco allestito nella piazza principale. Rogo finale il martedì sera della maschera simbolo chiamata "Peppe Nappa".

1 commento:

Anonimo ha detto...
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A.S.

A.S.