ACCURSIO SOLDANO

STORIE DI UN GIORNALISTA CON UNA LAUREA IN FILOSOFIA. Assioma di Cole "La somma dell'intelligenza sulla Terra è costante; la popolazione è in aumento"

lunedì 18 luglio 2016

RECENSIONE SU TGCOM24

Cinquantʼanni di misteri riemergono nelle partite a carte di alcune comari siciliane in una sorta di gioco della verità. E lʼombra del satanista inglese Aleister Crowley accompagna le pagine del nuovo romanzo di Accursio Soldano

Occultismo, satanismo condiscono le confessioni intime di un gruppo di comari siciliane che si ritrovano a giocare a carte mezzo secolo dopo la cacciata dal paese della setta esoterica fondata dal satanista inglese Aleister Crowley. E nel mezzo di quelle partite serali riemergono ricordi e segreti, scottanti ma mai rimossi: un omicidio, un passato non limpido, bugie, riti orgiastici.
Tutto troverà giustificazione nell'influsso negativo che l’abbazia di Thelema continua a trasmettere nell'immaginario collettivo. Il tempo non ha spento la paura. Né il senso di colpa, diventato così pesante da essere costretti ad ammettere che è stata vissuta una vita fatta di apparenze e che il male può essere ovunque lo si veda. Sono questi gli ingredienti, inquietanti, che riempiono le pagine del nuovo romanzo di Accursio Soldano, "La maledizione dell'abbazia di Thelema", edizione Project.

giovedì 14 luglio 2016

MARGHERITA LA ROCCA RUVOLO E IL RUOLO DELL'OPPOSIZIONE

Si è molto parlato in questi giorni di una decisione presa dalla neo sindaca di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, quella cioè di affiggere gli orari di ricevimento al pubblico che, stando a quanto si legge dovrebbero essere quattro ore a settimana.
Nel periodo estivo il Lunedì dalle 16.00 alle 18.00 e il Venerdì dalle 9.00 alle 11.00
Nel periodo invernale gli orari sono gli stessi, solo che, il Lunedi vanno dalle 15.00 alle 17.00 (causa cambiamento delle lancette sull'orologio).
Ebbene, alcuni consiglieri di opposizione hanno, diciamo così, denunciato, questo fatto accusando La Rocca Ruvolo di aver disatteso le promesse in campagna elettorale (più vicina ai cittadini) diventando, di fatto, un sindaco part-time.
A me non sembra. E spiego perché.
A parte il fatto che questa storia mi ricorda i tempi in cui a Sciacca era sindaco Ignazio Messina che, abitando a Palermo non poteva essere presente nel palazzo municipale, io penso che le “accuse” non tengano conto di alcun1, diciamo così, fatti incontestabili.
Primo: la stanza del sindaco non è un ufficio collocamento, quindi non ha la necessità di essere aperto al pubblico ogni giorno,
secondo: se il sindaco ricevesse giornalmente i suoi concittadini non avrebbe il tempo necessario per pensare agli atti amministrativi, alle riunioni di giunta, ai rapporti con gli altri enti etc...
terzo: c'è una squadra di assessori e consiglieri comunali che possono interagire con i cittadini senza gravare sul lavoro del primo cittadino il quale potrebbe ricevere (sempre) le segnalazioni.
Ma c'è un altro fatto che i cittadini di Montevago conoscevano benissimo quando sono andati a votare, e cioè che Margherita La Rocca Ruvolo è un deputato dell'assemblea regionale siciliana, quindi oltre agli impegni come sindaco deve onorare quelli da deputato.
Credo che i montevaghesi, quando hanno votato, hanno visto in questo doppio ruolo una specie di corsia preferenziale con il governo regionale (una cosa è avere un sindaco che non conosce gli apparati burocratici della Regione, altra cosa è avere un sindaco-deputato) ed hanno pensato che fosse una cosa buona.
Il doppio ruolo rimane (la legge lo consente) e il neo sindaco non ha il dono dell'ubiquità.
Ma c'è una cosa che mi sorprende sempre: il ruolo dell'opposizione
Mi spiego meglio.
In un paese come Montevago (ma anche Sciacca. Menfi etc) il cittadino non vota per il partito politico, solitamente in consiglio comunale va chi ha il maggior numero di amici, parenti, clienti (poi certo, uno può uscire da una lista civica e accasarsi in qualche partito) ma nel momento in cui viene eletto il suo compito (che sieda a destra o a sinistra) dovrebbe essere quello di fare “il bene” della città” e non di un quartiere o di una associazione indipendentemente dallo schieramento in cui si è candidato.

E allora, se si vuole far bene, il ruolo di consigliere comunale non dovrebbe essere di opposizione ad ogni costo (perché si è perso) ma offrirsi per dare consigli, collaborare, aiutare. Solo così si fa il bene di un paese. 
L'opposizione non porta a niente, solo scontri inutili. 

martedì 28 giugno 2016

LETTERANDO IN FEST 2016



 Si è conclusa ieri sera la settima edizione del LetterandoInFest 2016. 
Un’edizione molto partecipata e ricca di eventi che ha coinvolto quest’anno direttamente circa  120 persone, impegnate  negli spazi della Badia Grande  tra presentazioni, incontri, dibattiti, reading, workshop, proiezioni, mostre ed eventi con al centro il mondo dei libri.  
Si è detto molto soddisfatto Sino Caracappa, patron della manifestazione e a capo della Vertigo srl, la società che gestisce la multisala Badia Grande a Sciacca e che oltre al Letterando ogni anno organizza
anche lo SciaccaFilmFest.
Presentato ieri sera il libro del giornalista e scrittore Stefano Malatesta  “Quando Roma era un paradiso” edito da Skira ed inserito nella sezione che ha caratterizzato l’edizione 2016 “Storie di città”. Oltre a Malatesta, il Letterando ha avuto come ospiti,  sempre per la stessa sezione, nelle precedenti giornate del festival  anche gli scrittori Paola Caridi e Roberto Alajmo. Folto pubblico anche per il “Caffè Letterando”  che ieri sera ha visto come protagonista il Sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone che ha presentato il libro-denuncia “Sottosopra. Come rimettere la Sicilia sulle sue gambe” e sala stracolma per la presentazione de “La maledizione dell’abbazia di Thelema”, curata dalla professoressa Alice Titone e dall’attore Pippo Graffeo. Durante la presentazione, nella quale è stato proiettato un breve documentario di Aleister Crowley, un fuori programma inaspettato con l’artista Angelo Toto che ha voluto regalare allo scrittore un dipinto su legno.





















lunedì 20 giugno 2016

RECENSIONE DI JOSEPH CACIOPPO SU "L'ARALDO"

Usa il bisturi dell’ironia Accursio Soldano per scrivere il suo “la maledizione dell’abbazia di Thelema” (Leucotea editore). Un bisturi affilato per mettere a nudo i vizi, pruriti e convenzioni del bigottismo nostrano.
E lo fa con il distacco scanzonato, ed a volte feroce, che lo caratterizzano. Chi conosce Accursio Soldano, scrittore e giornalista, sa che l’intellettuale non può essere annoverato tra quelli “politicamente corretti”.
In quest’ultima opera supera se stesso. Armeggia con materiale delicato: il sesso, nelle sue varie declinazioni. Non come corollario di un rapporto sentimentale, ma così come anche la tivù comincia a proporcelo anche in fasce orarie di metà giornata: fare sesso a prescindere dell’eventuale coinvolgimento emotivo.
Le “scene” pruriginose del romanzo sembrano avere una funzione specifica: tenere alta l’attenzione del lettore mentre l’autore mette a nudo l’animo umano, fatto di convenzioni ed ipocrisie. Pronto a rifugiarsi sotto improbabili timori divini o maledizioni demoniache.
Accursio Soldano osa rievocare i bordelli. Ma diversamente da Andrea Camilleri invece delle case chiuse nostrane (La pensione di Eva), rievoca quelle parigine, forse perché più intriganti.
E mentre ne la “Memoria delle mie puttane tristi”, il romanzo di Gabriel Garcia Marquez (premio Nobel per la letteratura 1982), la voce narrante è “l’utilizzatore finale”, l’anziano protagonista, nel romanzo di Accursio Soldano a dare uno spaccato sintetico di cosa fossero i bordelli parigini provvede l’anziana protagonista, la “prestatrice d’opera”.
Non manca l’episodio incestuoso. Sempre per la necessità di indagare, con gli strumenti propri della letteratura, sui caratteri di una cultura e di una società, essendo la famiglia un cardine ineludibile di entrambe (nel romanzo siamo in un paese siciliano e siamo nel primo dopoguerra) e l'incesto uno dei canoni più trasgressivi. Tema che si ritrova spesso anche nell’opera di Alberto Moravia.
Ovviamente anche l’amore sentimentale ha il suo spazio riservato.
Il tutto, nel romanzo di Soldano, passa attraverso i ricordi di quattro amici che si ritrovano seduti attorno ad un tavolo per la consueta partita a briscola.
Bravo l’autore a stemperare il dramma dei vari personaggi e le loro pruderie, con i passaggi salienti delle partite a carte.
La penna dello scrittore usa l’inchiostro della benevolenza, ogni personaggio quasi vede giustificato il proprio agire: al sesso deliberatamente praticato nell’abbazia, cioè all’esterno del loro contesto e quindi ripugnato, si contrappone il sesso sostanzialmente ineluttabile della loro vita. Ed è questa la contraddizione che l’ironico Soldano serve su un piatto scanzonato ai suoi lettori.
Accursio Soldano è prudente anche nella descrizione delle scene di sesso. Nulla a che vedere con la narrativa di Mario Vargas Llosa (premio nobel per la letteratura 2010 e premio Giuseppe Tomasi di Lampedusa 2013) nella descrizione delle scene di sesso, per questo non ce la sentiamo di candidarlo al premio margheritese di quest’anno (troppo soft nelle descrizione delle scene erotiche), ma vorremmo almeno proporlo come ospite della “settimana gattopardiana”.
Il libro, per la sua scorrevolezza, si legge … in un sorso.

http://www.laraldo.info/news.php?name=2016061910023923 

sabato 11 giugno 2016

ARTICOLO DI CRISTINA BIOLCATI SU "OUBLIETTE MAGAZINE"

Il giornalista e scrittore siciliano Accursio Soldano, nel suo terzo romanzo La maledizione dell’abbazia di Thelema” (Leucotea Edizioni, 2016), fonde la tradizione esoterica di Sicilia con personaggi frutto della sua fantasia. All’occultista inglese Aleister Crowley si deve il nome di Abbazia di Thelema, ovvero un edificio isolato in località Santa Barbara, presso Cefalù, abitata dallo stesso presumibilmente a partire dall’aprile 1920.
Qui, questo personaggio era solito riunirsi coi suoi adepti durante i soggiorni in Sicilia, dando luogo alla prima congregazione satanista. Una storia vera e documentata, quindi, anche se la popolazione ne parla tuttora malvolentieri.
Crowley serve all’autore da pretesto per giustificare determinati eventi descritti nel romanzo. I personaggi, tutti molto semplici nei loro schemi mentali, sono vittime di credenze popolari e di superstizione. Il cosiddetto “malocchio” arriva a giustificare anche quegli eventi che potrebbero essere ricondotti all’opera dell’uomo, come per esempio un assassinio.
Il 13 marzo 1991 muore l’anziana Peppina, la donna che si pensava fosse in grado di leggere i tarocchi, quando invece non è stata neppure capace di prevedere una rovinosa caduta, avvenuta dieci anni prima, preludio di una morte lenta ed annunciata.
Tutto ciò che, nel tempo, è accaduto all’interno di quell’abbazia, è stato abilmente occultato. A distanza di cinquant’anni, i demoni si risvegliano nella credenza popolare, ogniqualvolta accade un evento nefasto, che fa dubitare della perdita del potere di certi riti occulti. Che la maledizione sia allora reale?
Anche la morte di Peppina mette qualche dubbio. La maledizione diventa quasi un conforto, un “alibi” per sapere di essere sempre nel giusto.
Accursio Soldano
La solita partita a carte fra compaesani attempati, diventa un’occasione volta a confessare segreti di cui nessuno sospetta. Come, per esempio, di quella volta in cui Peppina era andata via dal paese, ed era tornata anni dopo col figlio Nicola. Non in cerca di lavoro, come aveva dichiarato, bensì prostituta in un bordello di Parigi. E questo è soltanto uno dei segreti che si aggirano fra le pagine di questo romanzo.
Accursio Soldano, attraverso uno stile pulito, che mira alla notizia – da buon giornalista –offre uno spaccato di Sicilia. Una terra meravigliosa, ma fortemente legata ad antiche superstizioni, dalle quali sembra non volersi separare, forse perché non ancora del tutto conscia.
Una storia di gente comune, che forse si è trovata a vivere eventi difficili da metabolizzare e fare propri. Un libro consigliato, agli amanti dell’occulto e di antiche leggende, che non perdono di vista una sana ironia.
http://oubliettemagazine.com/2016/05/31/la-maledizione-dellabbazia-di-thelema-di-accursio-soldano-storia-di-superstizioni-in-una-sicilia-esoterica/

martedì 31 maggio 2016

UNA BELLA RECENSIONE SU: ESCAMONTAGE

Copertina-FINALE1
Alexander Edward Crowley fu uno dei più grandi satanisti di tutti i tempi. Negli anni ’20, per un periodo di tre anni, si trasferì a Cefalù, in provincia di Palermo, dove prese una casa che denominò abbazia di Thelema e fu il quartier generale di una setta da lui fondata, a base di riti di magia nera, rossa, alcool e droghe. Questa situazione destò grande scandalo nella Sicilia di allora e fu il nascente partito fascista che pose fine a questa esperienza al limite. Tutti gli adepti del mago vennero rispediti a casa loro, assieme al loro capo.
Accursio Soldano, nel suo terzo romanzo “La maledizione dell’abbazia di Thelema” (Leucotea Edizioni) narra la storia di quattro persone, legate da un appuntamento settimanale con una partita a carte. I protagonisti nascondono dei segreti che, in qualche modo, hanno a che vedere con quella strana abbazia, nella convinzione che tutti gli abitanti di Cefalù subirono le influenze di quel posto maledetto, come se un fluido nefasto si spargesse oltre i confini della proprietà.
accursio soldano
L’autore Accursio Soldano
Ma è davvero così? O la mente dell’uomo cerca sempre un capro espiatorio pur di non affrontare il male e la violenza che ha dentro di sé e che non ha nulla di magico, ma affonda le radici nei rapporti familiari malati, nelle invidie e nei soprusi. Esperienze pesanti inconfessate vengono portate sulle spalle come se niente fosse, perché ciò che importa è che la gente non pensi male non sappia la verità. Come se fossero Dorian Gray, tutti i personaggi hanno un’immagine nascosta mostruosa che distorce i tratti sotto il peso di ciò che non è stato affrontato e risolto, ma semplicemente sepolto nelle pieghe dell’anima, perché additare il demone visibile e manifesto è più facile che affrontare i propri. Così ci si tranquillizza, perché gli altri, tutti gli altri, sono peggio di me.
https://escamontage.wordpress.com/2016/05/01/escarubrica-prosa-blues-la-maledizione-dellabbazia-di-thelema-di-accursio-soldano/

lunedì 16 maggio 2016

CANONE RAI IN BOLLETTA: UNA RAPINA MORALE E MATERIALE

Fra poco, nella bolletta della luce verrà addebitato il costo del canone Rai. L'assioma da cui è partito il Governo Renzi è semplice: se hai la luce hai un televisiore e se hai un televisiore vedi i programmi della Rai, quindi devi pagare il canone.
Ora io credo che questo assioma non sia valido e che la legge sia anticostituzionale. E spiego perché.
Io vado in un negozio e compro un televisiore, ovvero un elettrodomestico atto a ricevere segnali digitali delle TV, lo porto a casa, attacco la presa alla corrente elettrica (che ho) e lo collego ad una antenna che mi serve per captare i segnali video. Sullo schermo di questo elettrodomestico mi appare la scritta “ricerca” e do l'Ok. Il televisiore comincia a fare la ricerca dei canali e me ne trova, ad esempio, 160. Ben centosessanta canali televisivi e fra questi alcuni canali della Rai, ovvero la TV pubblica. Mi dicono che di questi 160 canali che la mia antenna ha captato ed il mio televisiore, quello dentro casa mia, ha memorizzato, bel 154 sono gratuiti, solo 6 sono a pagamento, ovvero quelli della Rai.
Siccome amo un certo tipo di programmazione è ovvio che di 160 TV che trasmettono un segnale e che si sono infilate nel mio televisiore di casa non ci faccio niente. Come fare? Grazie al telecomando ho la possibilità di rimediare a questa invasione.
Fra queste emittenti ce ne sono alcune che io decido di non guardare mai (tipo le tv che trasmettono solo televendite) e le cancello, mentre ce ne sono altre (Rai) che, indipendentemente dal fatto che decido di guardare o di cancellare dalla lista, devo pagare. Tutte le altre sono a gratis.
Insomma, il #GovernoRenzi, considerato che la Rai col suo segnale video arriva pure dentro casa mia e si infila (senza richiesta) nel mio elettrodomestico mi obbliga a pagare per il suo mantenimento (che io segua i suoi canali o decida di cancellarli dalla lista) togliendomi la libertà di scelta e il libero arbitrio.
Questo a me sembra una rapina: morale e materiale.
Sarebbe come se io andassi a comprare un'automobile e il concessionario mi dicesse: “Egregio signore, lei può decidere di mettere la benzina che vuole o lasciare la macchina in garage, ma siccome ha comprato un'auto, deve pagare una tassa fissa alla IP (tanto per fare un esempio).

O sarebbe come dire: “Può votare per il candidato che vuole, ma un voto a Matteo Renzi lo deve dare”

domenica 1 maggio 2016

UNA BELLA RECENSIONE DI ASPETTANDO MR.VOLF

https://escamontage.wordpress.com/2015/06/01/esca-rubrica-prosa-blues-aspettando-mr-woolf/

Dove si risolve il conflitto tra bene e male, tra giusto o sbagliato? E dove alberga la verità?
L’ultimo romanzo di Accursio Soldano “Aspettando Mr. Wolf” (Graphofeel Edizioni) si interroga su questi grandi temi esistenziali, raccontando la giornata particolare di un giornalista siciliano a cui è stato concesso di intervistare in carcere un mafioso, che non si è mai pentito dei suoi delitti.
Ne verrà fuori un dialogo serrato, in cui Aristotele Giordano, un corrispondente per la sezione regionale di una testata nazionale, alla ricerca dello scoop per poter scrivere un libro, si troverà a mettere a dura prova tutte le sue convinzioni, incalzato da Don Fofò Catanzaro, un assassino che sembra avere un concetto di giustizia molto più chiaro di lui.
L’autore utilizza un gergo incalzante, dai dialoghi al cardiopalmo, e manifesta la padronanza del linguaggio teatrale, campo in cui si è distinto come autore.
Il romanzo è anche una dura critica al mondo del giornalismo, un ambito fatto di pezzi cancellati all’ultimo momento perché soverchiati da gossip o da casi più succulenti per la vendita, di bocconi amari da ingoiare, di tentativi di emergere fiaccati dal potere dei raccomandati, che mettono a dura prova l’anelito proprio della professione giornalistica, ovvero la ricerca della verità.
Ed è proprio su questi principi logorati che l’esuberanza e la chiarezza di Don Fofò faranno presa su Giordano, mettendo in crisi le sue idee e lasciandolo debole rispetto alla forza con cui il mafioso ha condotto i suoi delitti.
Il romanzo obbliga ad una verifica anche il lettore che, pur non volendo, si trova a dover guardare i processi del pensiero cosciente sul concetto di giustizia (che mai si ammetterebbe essere a favore della mafia), e, anche non condividendo i metodi, si vede invitato a trovare e fare emergere dalle proprie zone d’ombra, principi ed idee che sembrano essere in perfetta linea col modo di pensare mafioso.
Accursio Soldano
Accursio Soldano
Accursio Soldando è giornalista, scrittore ed autore di teatro. Lavora a Tele Radio Sciacca, città in cui è nato. Ha collaborato con “Repubblica” ed ha vinto premi in campo giornalistico e teatrale.
Il suo primo romanzo è “Il venditore di attimi” (Graphofeel Edizioni) dal quale è stata tratta l’omonima pièce teatrale. E’ autore del saggio “Giuseppe Bellanca e i pionieri sulle macchine volanti” (Epsylon Editrice), eletto libro dell’anno dall’ Associazione Tradizioni Popolari e di Cultura d’Arte di Sicilia.
E’ autore cinematografico: il suo cortometraggio sui pupi siciliani “Don Turi e Gano di Magonza”, che contiene una delle ultime apparizioni in pubblico del grande Ciccio Ingrassia, ha vinto il Premio Speciale della Giuria per l’eccellenza culturale al Parma International Music Film Festival 2014.
di Laura Bonelli

mercoledì 27 aprile 2016

BALLATA PER COMICO SOLO: SEGNALAZIONE SPECIALE DELLA GIURIA AL PREMIO TEATRO AURELIO

Dicevo ad una mia amica, giorni addietro, che non bisogna mai partecipare ad un concorso dove, negli anni passati si è usciti vincitori. Però ho partecipato lo stesso con questa mia nuova commedia in due atti e devo dire che aver ricevuto la Segnalazione Speciale della Giuria mi inorgoglisce.
"Ballata per comico solo" è una commedia "diversa" con cinque personaggi in scena. Ed io (sarà per un eccesso di campanilismo avevo immaginato nei ruoli gli attori Michele Cirafisi, Pippo Graffeo, Franco Bruno e Salvatore Monte.
Questo perché ognuno di loro ha una gestualità e un modo di stare in scena molto personale.
Il quinto personaggio è una donna... beh, non avevo nessuna idea di quale attrice saccense potesse ricoprire quel ruolo, ma se metteremo in scena questa commedia, una brava la troviamo!

sabato 26 marzo 2016

IO MI CHIEDO...

 Io mi chiedo e chiedo: scoppia la bomba al Bataclan in pieno concerto musicale, scoppia la bomba alla metro di Bruxelles e due all'aeroporto, le chiese sono piene di vittime. Ma è possibile che nessuno di fede musulmana era al concerto, o prende la metro o viaggia in aereo? Non voglio dire che mi auguro che ci fossero, ma vorrei sapere se fra le tante vittime, c'era per sbaglio (almeno per sbaglio) un fratello musulmano fra la folla!
BATACLAN
  • Alexander Nick: di origine inglese di 41 anni, esercitava per gli Eagles of Death Metal che si esibivano al teatro Bataclan;
  • Ayad Thomas: operava per la casa discografica Universal e al momento dell'attentato si trovava al concerto;
  • Ben Khalifa Saadi Halima: di origine tunisina di 36 anni;
  • Ben Khalifa Saadi Houda: di origine tunisina di 35 anni;
  • Decherf Guillaume B.: critico musicale e giornalista;
  • De Peretti Aurélie: di origine francese di 33 anni;
  • Diakite Asta: cugina del giocatore della nazionale francese Lassana Diarra;
  • Dogan Elif: di orine belga, è deceduta assieme al compagno Milko Jozic;
  • DuBois Fabrice: di origine francese;
  • Elodie Breuil: di origine francese di 23 anni;
  • Gil James Michelle: di origine messicana;
  • González Juan Alberto: di origine spagnolo di 29 anni;
  • Gonzalez Nohemi: studentessa della California State University di 20 anni;
  • Hoche Mathieu: di origine francese di 38 anni;
  • Houd Djamila: di origine francese di 41 anni;
  • Jaimez Michelli Gil: di origine messicana di 27 anni;
  • Jozic Milko: ingegnere di origine belga di 47 anni, è morto assieme alla compagnaElif Dogan;
  • Mauduit Cedric: di origine francese;
  • Mosser Marie: operava presso la casa discografica Universal e al momento dell'attentato terroristico si trovava al concerto;
  • Perez Manu: operava presso la casa discografica Universal e al momento dell'attentato terroristico si trovava al concerto;
  • Ribet Valentin: avvocato penalista di origine francese di 26 anni, al momento dell'attentato terroristico si trovava al concerto;
  • San Martin Elsa Veronique Delplace: di origine cilena di 34 anni, deceduta con sua madre, Patricia San Martín Núñez, 58 anni;
  • Salines Lola: di origine francese;
  • Solesin Valeria: di origine italiana di 28 anni, dottorando alla Sorbona;
  • Valle Luis Felipe Zschoche: musicista di origine cileno di 35 anni;

giovedì 17 marzo 2016

LA MALEDIZIONE DELL'ABBAZIA DI THELEMA (qualche rigo...)

  
La storia gliel'aveva raccontata il suo predecessore, Don Antonio, prima di lasciargli il posto alla parrocchia e trasferirsi a Palermo. Gli aveva parlato di quella casa abbandonata in contrada Santa Barbara, di quel losco figuro che rispondeva al nome di Aleister Crowley figlio di un demonio che era venuto dalla lontana Inghilterra a portare la maledizione di Dio su tutto il paese e di come, malgrado fossero passati tanti anni qualcuno credeva ancora che quelle stanze fossero maledette.
A mantenere viva questa credenza erano i vecchi e soprattutto quei pochi testimoni che ancora potevano raccontare del giorno in cui insieme ai carabinieri scortarono fino al treno quei figli di satana e scacciarono il diavolo che era arrivato in Sicilia per edificare il suo tempio in mezzo alla campagna cefaludese. I giovani invece ci ridevano sopra, ne avevano sentito parlare ma non ne avevano paura, anzi qualcuno ci andava apposta per pisciare sui muri.
  Il vecchio prete gli raccomandò di tenere vivo il ricordo di quei tempi perché anche se quella casa era mezza crollata e non ci abitava più nessuno da tanto tempo, rappresentava un ottimo esempio per ricordare ai fedeli quanto il diavolo può essere pericoloso e quanto è bravo ad avvicinarsi all'uomo senza che questi se ne accorga.

  Con la storia del diavolo tentatore che era arrivato in paese con la faccia di un uomo elegante e in compagnia di una donna e un bambino portando il suo influsso maligno in ogni casa, Don Antonio ci aveva campato trent'anni continuando ad alimentare nei parrocchiani il timore che quella situazione potesse ripetersi, sostenendo che solo la vicinanza alla chiesa, la carità, la confessione e la comunione dei peccati rendevano immuni dalle tentazioni. Ovviamente, le donne, proprio per la loro natura peccaminosa che si tramandava dai tempi di Eva erano le più esposte ad essere ammaliate e colpite da satana tentatore che le avrebbe trascinate nelle fiamme dell'inferno, quindi, per essere sicure di non cadere nell'inganno non potevano e non dovevano mancare ad una messa domenicale. 
E quando diceva questo alzava il dito indice della mano destra e guardava tutti con sguardo severo.....
Il romanzo sarà nelle librerie a partire dal 12 aprile
Oppure potete richiederlo qui:
http://www.edizionileucotea.it/it/

LA CRUSCA DICE CHE CON L'ARANCINO SI PUO' COLAZIONARE

Ma insomma, si dice arancino a arancina? Il presidente dell'Accademia nazionale della Crusca Francesco Sabatini, intervenuto all'istituto comprensivo Buonarroti di Palermo per presentare l'ultima edizione del suo libro, Conosco la mia lingua propende per la prima forma perché solitamente i diminutivi vanno al maschile. L'arancia è femminile, ma la trasformazione in un'altra cosa dovrebbe far cambiare il genere grammaticale. Alla fine però ha aggiunto che l'importante non è come si pronuncia ma chi lo fa meglio. Che poi maschio o femmina, a punta o rotonda, è sempre la fine del mondo.
Insomma, ultimamente pare che i quesiti più importanti, a partire da petaloso, siano legati alla lingua italiana, al modo di dire e alla capacità di inventarsi parole nuove.
Fino a poco tempo fa, ad esempio, nessuno usava il termine apericena, adesso è diventato di uso comune, ma secondo una analisi della stessa accademia della crusca, ogni giorno arrivano nuove segnalazioni. Si parte da colazionare (termine molto in voga in alcuni ambienti) a pisellabile (di cui non conosciamo il significato), da patatoso a inzuppare a watszappare e via dicendo.

Per tornare all'arancina o arancino, se vogliamo entrare in una rosticceria o un bar e usare parole nuove potremmo chiedere quella cosa profumosa pallinosa mandibolare di forma polpettosa che mangiano tutti i babbani. 
E se il barista non capisce, chiedete un'arancina alla carne.

A.S.

A.S.

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