STORIE DI UN GIORNALISTA CON UNA LAUREA IN FILOSOFIA. Assioma di Cole "La somma dell'intelligenza sulla Terra è costante; la popolazione è in aumento"

lunedì 24 marzo 2014

LA NAVE VOLANTE DI BALIANI, ROBA DA "RIDATECI I SOLDI"

Se l'attore Marco Baliani avesse messo in scena la sua "Nave volante" dedicata alla storia di Giuseppe Mario Bellanca, invece che all'Auditorium parco della musica di Roma, all'interno del glorioso Cine Micron di Sciacca, tutti gli spettatori avrebbero gridato la famosa frase "Raso, i soldi vulemu". Perché si, lo spettacolo messo in scena da Baliani rientra a buon diritto nella categoria "restituiteci i soldi".
Partiamo dal fatto che l'Auditorium era quasi pieno. L'attore è Baliani, l'idea di fare qualcosa su Bellanca gliel'aveva data niente meno che Andrea Camilleri, quindi, con un binomio di cotanta potenza letteraria è normale che la sala sia piena. Di certo gli spettatori non erano lì perché conoscevano la storia di Giuseppe Mario Bellanca, perché se così fosse stato, a parte la recita (?) approssimativa (vista da tutti) si sarebbero accorti di alcuni errori durante l'excursus storico. Non se ne sono accorti, ma per sfortuna di Baliani e di Camilleri, in sala c'erano anche i parenti di Bellanca, che la storia la sanno veramente e conoscono bene la successione dei fatti.
Andiamo allo spettacolo: Baliani parlava dell'aereo Parasol e dietro le sue spalle appariva la foto dell'aereo 28-70, parlava del CF e alle spalle appariva la foto del "Cruisemaster", tutto fuori tempo. L'impressione che si è avuta è che Baliani avrebbe dovuto rifiutare l'impegno datogli da Camilleri (sua l'idea) oppure rinviare la recita a quando avesse avuto a disposizione più notizie e più materiale.
E poi? chi cavolo è questo Saru amico di Peppino? E che ci andava a fare Peppino a San Calogero quando tutti sanno che giocava a Cammordino? e perché riprendere la leggenda che vuole Bellanca così potente da decidere, durante la seconda guerra mondiale se bombardare o meno Sciacca? Ultima annotazione non meno importante. Baliani alla fine dello spettacolo fa riferimento a Ellis Island. Perfetto per commuovere il pubblico con la storia del povero emigrato sfigato, ma è un riferimento fuori da ogni logica che riguardi Bellanca.
Giuseppe Mario Bellanca non partì dalla Sicilia con la valigia di cartone e il libretto rosso da ignorante, ma con due lauree, una in matematica e l'altra in ingegneria, sapeva già dove andare visto che due fratelli erano in America e i soldi per costruire il suo aereo non li fece vendendo prosciutti, ma con una colletta fatta da importanti uomini del tempo. Giusta per amor di storia.
Ma soprattutto, perché devo pagare 20 euro per vedere una persona vestina di nero che per più di un'ora legge (LEGGE) trentadue pagine di notizie su un costruttore italiano emigrato in America, dimostrando anche che non le ricordava bene e facendo pause che non doveva fare?
O forse mi sono perso qualche passaggio ed è questo il teatro moderno, dove basta mettere in cartellone un nome che attira gente e puoi permettersi il lusso di andare su google, prendere 4 notizie su Bellanca e leggerle agli spettatori paganti?
Se così è, preferisco il teatro amatoriale.

Bellanca, Baliani, Camilleri

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A.S.

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