venerdì 30 luglio 2010

CRONACA TRAGICOMICA DI UNA LAMENTELA

Pronto, che è la televisione?
Si
Posso parlare col megadirettore? Col direttore, col caporedattore?
Cosa le serve, mi scusi...
Ho una lamentale da fare
Mi dica.
E' venuto il vostro giornalista, con tanto di telecamera, e sa cosa ha fatto? Non mi ha intervistato!
E quindi?
Come e quindi?... Io ero là, seduto, tutto bello fresco e pulito, avevo organizzato tutto e il suo giornalista cosa fa? Non mi intervista?
Beh, evidentemente ha ritenuto opportuno, per la notizia, fare quel che ha fatto!
Ma che dice??? Se non intervista me che notizia è? Secondo lei perché organizzo tutto, mi prodico per un evento di importanza nazionale e oserei dire, internazionale, convoco una grande conferenza stampa, e invito tutti i giornalisti? Per farmi intervistare ovvio! Se non mi intervista, la gente pensa che organizzano gli altri, ed invece... faccio tutto io! Io sono quello bravo!
Se era una conferenza stampa, magari lei sarà stato intervistato da altri ed avrà avuto il suo spazio televisivo
Eccerto, gli ALTRI lo sanno fare il loro mestiere!
Beh, non si lamenti allora, ci saranno state almeno 20 TV per riprendere il suo EVENTO e lei avrà avuto una decina di interviste, e magari c'erano pure i giornalisti dei quotidiani nazionali, visto, come dice lei, l'importanza della manifestazione.
Ehm... in verità c'erano solo due TV … e una non mi ha intervistato. E non c'erano i giornalisti dei quotidiani e nemmeno quelli locali. Ma in ogni caso, il vostro giornalista non sa fa il suo mestiere!

sabato 17 luglio 2010

IL TERZO POLO TURISTICO... CON IL BUCO IN MEZZO



I potenti mezzi di internet a volte possono raccontare fatti, a volte misfatti, ma tutti rigorosamente in tempo reale. E così un imprenditore Lombardo di nome Francesco ci ha scritto una mail raccontandoci la sua passeggiata nel porto di Sciacca, con una constatazione: Anno dopo anno si nota il degrado del quartiere che, comunque, definisce la parte più storica e bella del paese.
Ma proprio ieri mattina, -scrive Francesco- scendendo giù nel quartiere marinaro per fare una passeggiata con i suoi ospiti, e pranzare in un ristorante, ha pensato bene di portare con se la macchina fotografica e immortalare il bellissimo panorama che si affaccia sul mediterraneo.
Ma…. Ahimè, ci scrive, sono rimasto sconcertato e deluso da ciò che mi sono trovato intorno:
camion parcheggiati ovunque che scaricano liquami sull’asfalto causa del malodore che lascia in tutto il quartiere, contenitori di olio esausto, reti, frigoriferi,materassi … lasciati ovunque, ratti e animali morti, senza contare le cassette per i pesci abbandonate sulle scale, montagne di immondizia.
Ed allora il nostro lettore fotografo si chiede come può un marinaio inquinare il mare, che da il pane ai propri figli!
E non solo … il nostro ascoltatore ha immortalato il lavaggio all’aperto di autovetture e constatato che per uscire dal porto senza perdere un ora, bisogna fare la gimgana fra le auto parcheggiate ovunque senza nessuno che diriga il traffico.
La domanda che si pone il turista di questo terzo polo turistico è: come si fa a vivere nell’abbandono più totale? E dove sono i controlli?
Caro ascoltatore, non ci crederà, ma ce lo chiediamo anche noi... e da parecchio tempo. E in tutto questo tempo l'abbiamo chiesto anche ad i sindaci che si sono avvicendati a Palazzo di città. Ma aspettiamo ancora una risposta. Quindi, Lei per avere una risposta alle sue domande dovrà attendere... diciamo una ventina d'anni!

mercoledì 30 giugno 2010

CREIAMO IL COMITATO "STOPPA LA FOGNA"

In questo periodo va di moda preoccuparsi delle trivellazioni petrolifere che forse si faranno al largo di Sciacca, ma non è sicuro niente, e mentre si grida al lupo al lupo, ci si dimentica di quello che abbiamo davanti agli occhi. Inquinamento e abusivismo sono le insidie peggiori per il litorale italiano. Il quadro poco confortante lo ha tracciato Legambiente nel Rapporto "Mare Monstrum 2010", divulgato in occasione della recente partenza della Goletta Verde. La situazione peggiore si registra in Campania, che si classifica al primo posto nella hit delle illegalità con 1.514 infrazioni, seguita da Puglia, Sicilia e Calabria.
Ma veniamo ai dati. L'abusivismo edilizio cresce del 7,6% rispetto all'anno precedente e l'inquinamento derivante da scarichi fognari illegali, cattiva depurazione e inquinamento da idrocarburi addirittura del 45%. I sequestri aumentano del 46,2% passando dai 4.049 del 2008 ai 5.920 del 2009.
La maglia nera delle illegalità va alla Campania con 1.514 infrazioni, seguita dalla Puglia con 1.338 infrazioni, dalla Sicilia con 1.267 infrazioni e dalla Calabria con 1.160 infrazioni.
Ma alla Sicilia va il triste primato dell'abusivismo: è la regione con più illegalità sul fronte dell'abusivismo con 749 infrazioni accertate.
Ma i problemi principali riguardano il servizio di depurazione. La regione in cui si registra il deficit maggiore è la Sicilia dove 2,3 milioni di persone (il 54% del totale) riversano i propri scarichi non depurati nel mare, e fra questi c'è Sciacca. A seguire la Campania dove il servizio copre solo il 67% della popolazione lasciando scoperti quasi 2 milioni di cittadini, poi il Lazio e la Toscana, con circa 1,4 milioni (il 38% del totale) di persone scoperte.
Fra le regioni sotto accusa dall'Europa c'è quindi la Sicilia, con 74 comuni inosservanti, fra cui spiccano diversi capoluoghi di provincia come Palermo, Catania, Messina, Ragusa, Caltanissetta e Agrigento. Bisognerebbe creare un comitato, magari si potrebbe chiamare Stoppa la fogna!

TUTTI INCONTRANO ARMAO... E TUTTI PER LO STESSO ARGOMENTO!

"Si è tenuto a Palermo un incontro tra l’assessore regionale dei beni culturali e dell'identità siciliana Gaetano Armao, il deputato Vincenzo Marinello (Pd) e il consigliere comunale di Sciacca Agostino Friscia, dirigente della Soprintendenza di Agrigento.
Oggetto dell’incontro è stato la realizzazione di un museo regionale interdisciplinare delle arti a Sciacca per il quale si è riscontrata la volontà dell’assessore Gaetano Armao che presto si recherà nella città termale per prendere contatto diretto con la realtà e con la struttura individuata come sede del futuro museo, ossia il Complesso Monumentale “S.Margherita”, sito nella via Incisa e attualmente di proprietà dell’azienda sanitaria provinciale di Agrigento".
Non trascriviamo tutto il comunicato-stampa perché sarebbe lungo, ma il senso si capisce! I due (Marinello e Friscia) dopo la realizzazione del museo a Burgio (che forse ha tolto qualcuno dal torpore) hanno incontrato Armao. Nel comunicato però, non si fa nessun cenno alla presenza del senatore Cusumano.
In un altro comunicato stampa però, sempre dello stesso giorno si legge: "Il Senatore Nuccio Cusumano ha incontrato questa mattina a Palermo l'Assessore regionale ai Beni culturali Gaetano Armao per affrontare alcune tematiche riguardanti la valorizzazione di strutture e risorse monumentali, storiche ed archeologiche presenti nel territorio di Sciacca. In particolare, si è discusso della definizione della proprietà del Complesso monumentale Santa Margherita, destinato a ospitare il Museo regionale, degli scavi sul Monte Kronio e nell'area del castello Luna".
Quindi, o sono stati due incontri distinti e separati per parlare tutti della stessa cosa (e Armao avrà detto: mi che palle, ma questi del PD viaggiono separati?!) oppure qualcuno in realtà non c'era!
Nella prima ipotesi, insomma, potevano mettersi d'accordo e andarci tutti assieme... no?

sabato 19 giugno 2010

Giustizia: 300 MILIONI in 2007-2010 IL COSTO DELLO STATO PER RITARDI DEI PROCESSI

GIOVEDI' 17 GIUGNO 2010

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - , 17 giu - E' di 95 milioni nel periodo 2007-2010 il "debito" accumulato dal ministero della Giustizia per i risarcimenti previsti dalla legge Pinto per i processi di durata 'irragionevole'. Mentre a carico del ministero dell'Economia l'impegno economico "era giunto a circa 200milioni" ad ottobre 2009, "al netto delle spese legali che ammontavano per gli anni 2007, 2008, 2009 a circa il 5%-8% della cifra annua". Lo ha reso noto il viceministro dell'Economia, , rispondendo ad una interrogazione di  e  (Pdl) in  della Camera. Il dicastero di via Arenula e' competente per "i danni derivanti dall'attivita' della magistratura ordinaria", mentre quello di via XX Settembre provvede a quelli "derivanti dall'attivita' della magistratura amministrativa". Gli oneri 2010 della Giustizia sono "determinati in sede di richiesta fondi"; piu' nello specifico, per l'anno in corso "i decreti pervenuti dal 1 gennaio ad  sono pari a 4.400" per un "importo complessivo delle condanne di circa 36milioni". Nel periodo 2007-2010 sono stati stanziati circa 70 milioni sull'apposito capitolo del ministero della Giustizia. Per quanto riguarda ancora il ministero dell'Economia, nel 2009 "sono state accertate somme da liquidare per 92.107.726,85 euro mentre per il 2010, fino ad oggi, sono state accertate somme da liquidare per 9.271.545,57 euro, dato ancora in fase di aggiornamento"; le somme stanziate ammontano a poco piu' di 63 milioni. Sul versante della Giustizia, la ripartizione per Corti d'Appello evidenzia gli oneri maggiori a Perugia (14 milioni), Roma (11.790.000) e  (9.982.000), mentre le cifre piu' basse si registrano a Trieste (41.200), Bari (56.698) e (86.879). La legge Pinto prevede che la durata ragionevole del processo e' di tre anni in  (due anni e sette mesi se si tratta di cause di lavoro o di status) mentre per il secondo grado la durata ragionevole e' stata indicata in due anni ed in uno per i gradi successivi.

lunedì 31 maggio 2010

BUZZURRO E CANTIMAFIA... UN MESE ALL'INSEGNA DELLA MUSICA


Sarà un inizio di giugno all'insegna della musica e della solidarietà con due importanti manifestazioni che si terranno a Sciacca ed a Ribera.
Si comincia il 3 giugno alle ore 21 a Ribera, presso il teatro Lupo, organizzato dal Lions Club di Ribera si esibirà il chitarrista agrigentino Francesco Buzzurro.
Buzzurro, considerato uno dei migliori chitarristi nel panorama musicale, ha suonato con alcuni dei “mostri sacri” del jazz internazionale e nazionale come, Diane Schurr, Arturo Sandoval, Joe Bowie, e Roberto Gatto,
Ha collaborato con l’Ente Autonomo Orchestra Sinfonica Siciliana in occasione di un concerto tenuto presso il Teatro Politeama di Palermo dalla cantante Sarah Jane Morris e recentemente ha eseguito il Concerto di Aranjuez accompagnato dall’Orchestra Sinfonica Siciliana. Attualmente Buzzurro ha inciso un Cd dal titolo L'esploratore.
L'intero incasso della serata, il Lions club lo devolverà alla Lega italiana per la lotta contro i tumori.
Dal 4 al 6 giugno invece, a Sciacca La Fondazione Accursio Miraglia e la Coop Agorà, organizzano cAntimaFia festival, tre giorni di Musica, incontri, dibattiti, ai quali parteciperanno, fra gli altri, Francesco Giunta, Daniele Treves Band, Stefania Sperandeo, Vinylika, Kolaband, Ennio Salomone Venezia, Nonò Salamone e il Collettivo Musicale Peppino Impastato.
Le due manifestazioni, ancora una volta, organizzati da enti privati non vedono la presenza delle amministrazioni comunali che continuano la latitanza culturale. Ma mentre per Ribera ci potrebbe essere il problema della mancanza di un sindaco, visto che ci sono le elezioni comunali, a Sciacca, quale problema impedisce l'amministrazione di partecipare a manifestazioni organizzate da privati e, come dire, già impacchettate, dove basta solamente contribuire alla buona riuscita?

venerdì 28 maggio 2010

MARINELLO SECONDO, MESSINA 192ESIMO, CUFFARO 171ESIMO


Salvo Torrisi il più presente alla Camera, Mario Ferrara quello al Senato. Questi i parlamentari siciliani più presenti nei voti d’aula. La percentuale indicata tra parentesi accanto al nome di ciascun eletto è quella relativa alle presenze effettive, mentre quella precedente è compresa di “missioni” Ricordiamo che chi è in missione risulta ugualmente presente.
Per la Camera dei deputati il più presente è stato Salvo Torrisi Pdl 98.76% che è anche relatore del disegno di legge “piano straordinario contro le mafie, nonché delega al governo in materia di antimafia” Lo stesso Torrisi, catanese, promotore del club rossoazzuro alla Camera nei giorni scorsi ha querelato il presidente della regione Raffaele Lombardo che aveva parlato di suoi presunti rapporti con ex consigliere e ex assessore comunale di Paterno, Carmelo Frisenna di Forza Italia, arrestato per mafia. La citazione è stata fatta dal governatore dell’Isola nel suo discorso del 13 aprile scorso all’Assemblea regionale siciliana. La querela è stata depositata il 3 maggio 2010 nella cancelleria della Procura della Repubblica di Catania . Al secondo posto il saccense Giuseppe Marinello Pdl 97,72%(97,57%); Ma vediamo da vicino i nostri rappresentanti alla Camera. Vincenzo Fontana Pdl 95,75% è al 163esimo posto; Ignazio Messina Idv 73,87%(71,10%) è al 192esimo posto; Giuseppe Ruvolo Udc 70,23%(69,79%) 204esimo; Angelo Capodicasa Pd 90,74% è al 331 posto; Calogero Mannino Udc 52,96% è 419esimo, Giuseppe Scalia Pdl 89,09% è 530esimo su 630 deputati; ;
Per il senato, il più presente è Mario Ferrara Pdl 99,89%,(96,28%); poi Burgaretta Arparo Mpa 99,67%; e Bruno Alicata Pdl 99,65%; Totò Cuffaro Udc ha solo il 64,54% e si trova al 171esimo posto su 322 senatori. Finora ha presentato 1 interpellanza, 2 interrogazioni a risposta scritta, 3 disegni di legge e 6 emendamenti.

giovedì 27 maggio 2010

LE BELLE ...PURE SONGS DI LAURA E SADE



A volte ci vuole fortuna. Fra la miriade di proposte discografiche che arrivano, ne trovi qualcuna discreta, qualche altra buona, moltissime da evitare e qualcuna me la vado a cercare; questa è arrivata in punta di piedi, ma carica di un sapore particolare.
“Pure songs” è uno dei CD più originali e puliti che ho ascoltato di recente. Laura Lala e Sade Mangiaracina hanno inciso per la Jazz Collection un album d'esordio che promette bene sin dalle prime battute. Uno di quelli che, per i più distratti, se non comprate adesso fra un paio d'anni lo cercherete disperatamente.
Testi in Inglese, italiano e in dialetto siculo, difficilissimo, specialmente se si vuol trasformare il dialetto in suono (e di gente che voleva cantare in dialetto siculo ne ho sentiti parecchi) che si intrecciano e si fondono in maniera impeccabile. Un primo album che si avvale anche della collaborazione di Salvatore Bonafede, Marco Spedaliere, Piero delle Monache, Diego Tarantino, Claudio Mastracci, pieno di vitalità che alterna la forza della popular music (a partire dal brano d'apertura "In the Night") alla intensità di passaggi più vicini agli standard jazzistici ("Bread"). Bellissimi i pezzi in dialetto siciliano, in particolar modo la storia straziante di “Idda”.
Che dire: una gioia per le orecchie!

martedì 25 maggio 2010

LE DIMENTICANZE DELLA GIUNTA... DI SINISTRA


La cultura a Sciacca è ormai definitivamente morta. Nel silenzio e nell’omertà di chi in questi anni, percependo laute indennità, non ha saputo valorizzare nessun tipo di progetto culturale per questa nostra città. Sarà una delle prime tematiche che la nostra giunta affronterà. Rilanceremo con forza la questione culturale. Questa città può produrre cultura. Questa città dovrà produrre cultura. In tal senso creeremo due musei a Sciacca. il museo Veneroso ed il museo Sutera.
Questo è quanto scritto nel programma elettorale dell'amministrazione saccense guidata dal sindaco Vito Bono.
Lasciando da parte le amenità scritte nel programma, saltano agli occhi due appuntamenti mancati: il concerto del primo maggio, solitamente organizzato da sindacati e giovani di sinistra quest'anno, per la prima volta a Sciacca ha avuto la collaborazioni di enti privati e musicisti, la collaborazione della CGIL e l'assenza totale dell'amministrazione comunale.
La commemorazione per la strage dei giudici Falcone e Borsellino, solitamente ricordata con un concerto "suoni per ricordare" che è stato riproposto persino dalla giunta guidata da Mario Turturici, quest'anno non si è fatta! E' stata dimenticata. Ed è stata dimenticata da quelli che poi si presentano a fare scena muta nei convegni antimafia, oppure a dichiarare la propia vicinanza alle vittime. E, per colmo dei colmi, al convegno dibattito organizzato dal PDL alla Badia Grande, l'on. Pippo Segreto ha voluto iniziare i lavori con un minuto di silenzio ricordando proprio tutte le vittime della mafia.
A dimostrazione che la lotta alla mafia non ha colore, ma le dimenticanze sono tutte da una parte.
Senza offesa per nessuno: non è obbligatorio fare l'assessore alla Cultura, si può anche chiedere di cambiare delega; mica si offende nessuno!

venerdì 21 maggio 2010

QUANDO UN LAVORO E' FATTO BENE... RIMANE NEL TEMPO!


42 ANNI DOPO UNA COMMISSIONE, RIUNITASI UNA VOLTA SOLA, VALUTERÀ «CIÒ CHE NON È STATO FATTO»
Il gattopardo, la fata cattiva e il supplizio inflitto al Belice
Tra lamiere e abusi: così hanno vissuto due generazioni

Nulla più della Chiesa Madre di Gibellina rende l’idea del supplizio inflitto al Belice. L’hanno inaugurata il 28 marzo 2010, quarantadue anni dopo il terremoto. Ma solo perché il sindaco Vito Bonanno è ricorso a uno stratagemma per trovare i pochi soldi che mancavano: l’ha fatta dichiarare ufficialmente «opera di interesse artistico». Così la Regione ha tirato fuori un po’ di denari: trecentomila euro. Meno della metà di quanto spendono nei piani alti di Palazzo dei Normanni per abbonamenti alle agenzie di stampa e ai giornali online. Ci credereste? C’è voluta l’ostinazione di un sindaco che quando Gibellina tutta intera collassò non era neppure stato concepito. Aveva un anno appena quando l’architetto Ludovico Quaroni progettò la chiesa, con la sua enorme «sfera metafisica». Andava per i sedici quel giorno del 1985 in cui i lavori cominciarono. Ne aveva venticinque il 13 agosto del 1994 in cui la copertura della Chiesa, costata cinque miliardi, crollò. Inchieste, controinchieste, perizie. Otto anni per riaprire il cantiere e altri otto per chiuderlo: grazie a un’elemosina. Così, a quarant’anni suonati, il sindaco Bonanno ha potuto tagliare il nastro. Uno scandalo nello scandalo. Il dispetto della «fata cattiva» che ne Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa aveva accompagnato 150 anni fa, in quei paesi della Sicilia occidentale, il plebiscito per l’annessione all’Italia di Vittorio Emanuele. A Santa Margherita di Belice il terremoto del ’68 non risparmiò nemmeno la casa, del Gattopardo. In una delle memorabili cronache pubblicate in quei terribili giorni dal Corriere, Giovanni Russo fece vedere la polvere antica delle macerie: «Il Palazzo dei Filangieri di Cutò, il palazzo nel quale Tomasi di Lampedusa ha ambientato il Gattopardo, è rovinato con le povere case di tufo di migliaia di contadini, le stesse del tempo in cui il principe Francesco Salina vide arrivare i garibaldini e assistette alla fine del suo regno». Solo la facciata era rimasta in piedi. Ma il resto era un cumulo di mattoncini Lego colorati. Gli ambienti dove il bisnonno di Tomasi, alias Principe di Salina, aveva davvero passato la vita, erano stati spazzati via in un solo istante, Insieme ai ricordi del Gattopardo: «Salì la scala interna, passò per il salone degli arazzi, per quello azzurro, per quello giallo; le persiane abbassate filtravano la luce, nel suo studio la pendola di Boulle batteva sommessa…».

Il palazzo lo rimisero in sesto. Ma nel paese di Tomasi due generazioni hanno vissuto nelle lamiere. Le ultime baracche sono state smantellate nel 2007, senza risparmiare l’ennesimo sfregio a quella terra martoriata. I tetti delle baracche erano fatti di amianto e ciò che è rimasto quando le hanno smontate assomigliava a una landa devastata da un bombardamento chimico, con milioni di invisibili frammenti cancerogeni. Sarebbe necessaria una bonifica radicale, ma intanto bisognerebbe completare lo smaltimento dei pezzi e delle schegge d’amianto: se ci fosse una discarica. L’unica esistente in Sicilia, a Catania, è in esaurimento. Così non resta che spedire i veleni verso la Germania. Con costi stratosferici che rallentano la bonifica. Come se non bastasse, nel cratere della ricostruzione ci sono ancora interi quartieri senza fogne, che scaricano i liquami nei pozzi neri e strade di terra battuta, senza lampioni. Da non credere. Tutto per via di una vecchia legge del 1987, che diede ai comuni il potere sulla ricostruzione delle abitazione, ma senza dire nulla sulle cosiddette opere di «urbanizzazione primaria ». È stato calcolato dai sindaci dei 21 comuni della valle del Belice che sarebbero necessari almeno 140 milioni per quel capitolo. Ammesso che bastino. Poi servirebbero ancora 230 milioni per completare la ricostruzione delle abitazioni. Ammesso che bastino anche quelli. In tutto 370 milioni. Meno di quanto si è speso per le opere del G8 della Maddalena finite nelle fauci di Anemone & co. Ma per chiudere questa pagina vergognosa i soldi non si trovano. «Cinque milioni l’anno, ci vogliono dare. Sa che le dico? Che se li tengano», ringhia il sindaco di Gibellina.

Eppure pareva che di quattrini ne fossero piovuti a secchiate. Nel 1996 il primo governo di Romano Prodi tirò le somme: al Belice era arrivato in 28 anni l’equivalente, attualizzato, di 12 mila miliardi di lire. Neanche metà di quanto era stato destinato al Friuli. Ma che fossero pochi non si può proprio dire: i comuni del Belice colpiti dal sisma erano 21 e quelli del Friuli 137, sette volte più numerosi. Si parlava, all’epoca, di 650 milioni di lire per ogni famiglia terremotata. Peccato che all’inizio, cioè quando servivano, fisicamente arrivarono con il contagocce. E non sempre dove ce n’era davvero bisogno. Colpa della «fata cattiva»... Passi per la stella esoterica di Pietro Consagra, un monumento alto 25 metri che accoglie il visitatore sulla strada d’accesso a Gibellina Nuova. Passi per il colossale aratro di Arnaldo Pomodoro, la torre civica a forma di ala di jet dell’architetto Alessandro Mendini, la scultura metallica «Contrappunto» di Fausto Melotti. Passi anche per la scelta di seppellire l’antica Gibellina sotto il Cretto del grande Alberto Burri, l’immenso sepolcro di cemento che oggi custodisce le macerie di un paese che all’inviato del Corriere Egisto Corradi, uno dei primi arrivati lì dopo il terremoto, apparve come fosse «stato schiacciato da un gigantesco maglio di pietra». Può darsi che davvero non sembrasse possibile altra scelta, quarant’anni fa, che quella di spostare più a valle di chilometri e chilometri il paese sorto prima dei Greci, poi arabo, poi medievale. In fondo, c’erano già dei precedenti storici. Come quello di Giuseppe Lanza duca di Camastra, il quale dopo il disastroso terremoto del 1693 aveva spostato di otto chilometri Noto.

Fu una scelta culturalmente coraggiosa, quella di riempire Gibellina Nuova con le opere (talora stravaganti) di alcuni dei nostri più rinomati architetti e artisti. Ma è proprio assurdo e offensivo verso l’arte chiedersi oggi se quell’operazione aveva senso? Era più importante dare spazio alla fantasia di alcune grandi «firme » come Francesco Purini che disegnò un favoloso «Sistema di piazze» a dimensione di genio destinato a restare vuoto per l’eternità o ricreare una piazza a dimensione di uomo dove la gente strappata al vecchio paese distrutto, devastata dai lutti, annientata nella memoria, potesse trovare un caffè, un angolo alberato, un circolo anziani, un qualcosa dove tentare di ritrovarsi? Prima di investire in grandi e a volte ciclopiche opere d’arte esposte e case rotonde a rischi di degrado e incuria non sarebbe stato meglio pensare alle strade, alle fogne, ai lampioni che ancora oggi mancano? Per non parlare degli abusi in tutta l’area terremotata. Nel 2004 l’ex sindaco di Salemi, Biagio Mastrantoni, denunciò che diversi residenti avevano aperto cantieri fantasma pur di intascare i fondi per il terremoto. Chi aveva comprato la fuoriserie, chi era andato in vacanza alle Maldive…
Tre anni più tardi Accursio Soldano riferì su Repubblica il fondato sospetto che molti destinatari dei contributi per la ricostruzione avessero impiegato quei soldi per farsi la villetta al mare. E nell’estate del 2009 il nuovo sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, è arrivato a sospendere tutti i finanziamenti: «I contributi dello Stato sono stati erogati in modo fraudolento, con l’alibi della messa in sicurezza sono stati demoliti edifici intatti nel centro storico!». Tra i quali quello che, per lui, era «il più bel palazzo della cittadina». Il risultato è che a 42 anni dal terremoto nessuno è in grado di dire quando e se la ricostruzione della Valle del Belice sarà davvero finita. Il conto? Nemmeno su quello si possono fare previsioni certe. Esattamente un anno fa il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, annunciò una commissione regionale per «valutare ciò che non è stato fatto e le eventuali partite finanziarie da rivendicare a Roma in sede di federalismo fiscale». Una commissione! Dopo quarantuno anni! Detto fatto (ci si passi l’ironia) il parto è durato un anno. Fino alla nascita, il primo marzo scorso. Da allora si è riunita una volta, per esaminare una proposta di disegno di legge. «Che fine abbia fatto non sappiamo», allarga le braccia sconsolato Vito Bonanno, uno dei suoi undici componenti. I quali, stando al decreto, «espletano l’incarico a titolo gratuito». Che sia per quello che poi non si riunisce?
Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella
08 maggio 2010 Corriere della Sera

mercoledì 14 aprile 2010

MATRIMONIO FRA GAY O BENEDIZIONE DEL PASTORE?


La notizia, come le maldicenze era detta a bassa voce, nei bar, nei vicoli, e nelle piazze di Marsala. Due donne si sono sposate in chiesa? A fugare ogni dubbio ci ha pensato lo stesso parroco. Alessandro Esposito, il pastore della comunità valdese di Trapani e Marsala, dichiara che ha benedetto l’unione di due persone dello stesso sesso. Ed erano due donne. E proprio per l'anomalia del “matrimonio” sono state proprio le due novelle spose a chiedere di mantenere il massimo riserbo. Ma le notizie volano fino a quando lo stesso pastore, in una intervista pubblicata su un sito web, ammette il fattaccio, dichiarando che per lui “L’unico amore sbagliato è quello a cui l’uomo impone dei limiti” e che è “ la Chiesa a dover intraprendere un cammino di conversione e non gli omosessuali, vittime di pregiudizi ingiustificati e condanne” .
Dichiarazione questa, che ha trovato d'accordo le comunità gay ma una serie infinita di commenti contrari e scandalizzati. Per alcuni infatti, la chiesa Valdese ha voluto solo farsi pubblicità, per altri invece è solo un atto d'amore. Il pastore valdese, che suo malgrado ha acquistato notorietà ha dichiarato che il suo gesto è stato “ una benedizione senza alcun effetto civile in quanto lo Stato italiano al momento non riconosce alcun diritto alle coppie di fatto” ma in città questo “matrimonio” o benedizione che dir si voglia, non è stato accettato dalla comunità che teme un invasione di gay e lesbiche che si recano nei locali della chiesa valdese per essere benedetti.
Intanto, le due novelle spose continuano a mantenere l'anonimato e secondo alcuni sarebbero andate in luna di miele mentre il pastore valdese Alessandro Esposito che ha celebrato l'unione viene additato da alcuni come blasfemo, da altri come colui che è stato capace di sfidare convenzioni e consuetudini “La sessualità -ha dichiarato- appartiene alla sfera intima e, come tale, inviolabile, dell’individuo: la religione, pertanto, se vuole porsi al servizio delle donne e degli uomini, dovrebbe limitarsi a riconoscerla e a rispettarla, senza emettere sentenze”. Con buona pace di chi chiede la scomunica del pastore.