mercoledì 21 settembre 2011

GELA INTITOLA UNA VIA AD UN FAMOSO LATITANTE

Giovedì prossimo, 22 settembre, alle ore 11,30, una strada cittadina di Gela, in provincia di Agrigento,  sarà intitolata ad un famoso latitante Bettino Craxi che alla Camera dei Deputati il 3 luglio 1992, durante il discorso di fiducia al governo Amato I, non solo dichiarò di aver preso soldi illeciti per finanziare il suo partito, ma chiamò in correità tutto il Parlamento dichiarando «spergiuro» chi avesse negato di non averne fatto ricorso.
Naturalmente alla cerimonia saranno presenti gli ultimi socialisti rimasti in Italia e sull'isola, quegli ultimi Mohicani che cercano di preservarsi dall'estinzione. La figlia del leader socialista, Stefania, sottosegretario di Stato agli Esteri e presidente della Fondazione Craxi, il sindaco di Gela Angelo Fasulo, il segretario regionale del Psi Giovanni Palillo, il segretario cittadino Giovambattista Mauro, il capogruppo socialista al comune di Gela Piero Lo Nigro e l’ex ministro Salvo Andò. Dopo l’intitolazione il sottosegretario Craxi si recherà in Municipio per incontrare la giunta e il Consiglio comunale che, sicuramente saranno tutti sorridenti e magari, come discorso di benvenuto leggeranno le sentenze di condanna che, lo ricordiamo al sindaco Angelo Fasulo, sono queste:

Craxi è stato condannato con sentenza passata in giudicato a:
5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai;
4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese
Per tutti gli altri processi in cui era imputato (alcuni dei quali in secondo o in terzo grado di giudizio), è stata pronunciata sentenza di estinzione del reato a causa del decesso dell'imputato.
Fino a quel momento Craxi era stato condannato a:
4 anni e una multa di 20 miliardi di lire in primo grado per il caso All Iberian pena poi prescritta in appello il 26 ottobre1999
5 anni e 5 mesi in primo grado per tangenti Enel
5 anni e 9 mesi in appello per il conto protezione, sentenza poi annullata dalla Cassazione con rinvio il 15 giugno 1999;
3 anni in appello bis per il caso Enimont; e rinviato a giudizio il 25 marzo 1998 per i fondi neri Montedison e il 30 novembre 1998 per i fondi neri Eni.
Caro sindaco, per le nuove vie della città di Gela, può andare alla Caserma dei Carabinieri o dai magistrati per farsi dare l'elenco dei latitanti. Magari ne troverà qualcuno che abbia subito meno condanne e potrà intitolargli una piazza!
Sono veramente indignato!

martedì 13 settembre 2011

AMMAZZARE LA SUOCERA NON E' REATO


Troppo stress fa male, soprattutto agli altri. L'artigiano di Sarentino (Bolzano) che lo scorso autunno uccise a martellate la suocera era sotto tensione. Secondo il primo parere redatto dal perito Raimondo Venanzini, l'uomo era infatti temporaneamente incapace di intendere e di volere al momento dell'omicidio, proprio perché "stressato". L'udienza preliminare è stata aggiornata al prossimo 22 settembre e il pm Markus Mayr ha già annunciato che chiederà una nuova perizia psichiatrica.
Il giorno dell'omicidio l'assassino si trovava a casa della suocera dove stava svolgendo alcuni lavori. Durante un improvviso diverbio ha ucciso la donna colpendola ripetutamente con l'attrezzo con il quale stava lavorando. Subito dopo l'uomo era tornato a casa come se niente fosse, salvo poi costituirsil giorno seguente.
Secondo il perito, ascoltato oggi in udienza dal giudice Carlo Busato, l'omicida è una delle tante vittime dell'eccessivo stress, che provoca danni a sempre più persone. Il tutto senza però portare a una vera malattia che porti a una psicosi. Venanzini ha anche dichiarato che se avesse potuto effettuare prima dell'omicidio una perizia psichiatrica su di lui con molte probabilità "sarebbe emerso il rischio che l'uomo poteva esplodere".

TRIBUNALI MINORI. CHI NON VUOLE LA CHIUSURA?

Sarebbe opportuno conoscere il pensiero del segretario del Pdl, Angelino Alfano, sulla paventata chiusura del tribunale di Sciacca. E' quanto si legge in una nota a firma del segretario cittadino della camera del lavoro di Sciacca, Franco Zammuto. La chiusura del tribunale saccense– si legge nella nota della Cgil – comporterebbe anche un danno economico di rilevante portata per tutta la collettività della zona. La camera del lavoro di Sciacca – conclude Zammuto – si unisce al coro di quanti chiedono la permanenza della struttura giudiziaria, chiedendo di conoscere, inoltre, la posizione dell'ex guardasigilli Alfano. Ma chi sono quelli che, politicamente parlando, non vogliono la chiusura del tribunale di Sciacca? Fermo restando che la proposta di chiudere i tribunali minori arriva dal Governo, su questo tema non c'è nessuna opposizione. Anzi c'è la piena solidarietà di tutti. Basta ricordare un emendamento presentato dai senatori De Angelis (Api), Galioto (Udc), Nicola Rossi (Misto), Baldassarri (Fli), D’alia (Udc), Pistorio (Mpa) e Rutelli (Api) che recita testualmente: “Ai fini della riduzione della spesa pubblica e per migliorare l'organizzazione del servizio di giustizia, a decorrere dal 1º gennaio 2012 sono soppressi tutti i tribunali che alla data di entrata in vigore del presente decreto legge non hanno sede nelle città capoluogo di provincia e sono contestualmente istituiti tribunali provinciali in ogni città che alla data di entrata in vigore del presente decreto legge è capoluogo di provincia con competenza territoriale sull'intero territorio provinciale.
 Insomma, anche per l'opposizione è giusto chiudere i tribunali minori. E allora, non prendiamoci in giro. Invece di conoscere il pensiero di Alfano, sarebbe opportuno, a questo punto, conoscere il pensiero di tutti. 

lunedì 12 settembre 2011

CORTO MALTESE SBARCA A SCICLI

Domani, nella sala Alessi di palazzo d'Orleans, a Palermo, la mostra - evento "Hugo Pratt, I Luoghi dell'Avventura", prodotta dall'associazione Linea d'Arte e inserita nel Circuito del Mito.
Hugo Eugenio Pratt, nacque a Rimini il 15 giugno 1927 e morì a Losanna il 20 agosto 1995). Autore di fumetti, romanziere e saggista italiano, il suo Corto Maltese è uno dei più noti personaggi del fumetto italiano ed internazionale e Pratt è considerato uno dei più grandi autori di fumetti mondiali di tutti i tempi.
La mostra, in programma dal 16 settembre al 16 ottobre a Scicli, in provincia di Ragusa, sbarca in Sicilia direttamente da Parigi, dove e' stata ospitata sino al 21 agosto scorso alla Pinacotheque de Paris. 

giovedì 1 settembre 2011

IL TERZO POLO A FAVORE DELLA CHIUSURA DEI TRIBUNALI MINORI

La paventata chiusura dei Tribunali minori, e tra questi quello di Sciacca, sta diventando una realtà. Se ne è parlato molto nei giorni scorsi, con interventi e comunicati stampa a raffica e tutti, ma proprio tutti, erano contrari a questa soluzione prospettata dal Governo. Ma per parafrasare un antico detto popolare, molte volte si parla bene e si razzola male e tantissime volte sarebbe meglio tacere per evitare figuracce.


E’ di ieri sera infatti un emendamento presentato dai senatori De Angelis (Api), Galioto (Udc), Nicola Rossi (Misto), Baldassarri (Fli), D’alia (Udc), Pistorio (Mpa) e Rutelli (Api) che recita testualmente:

“Ai fini della riduzione della spesa pubblica e per ragioni di migliore organizzazione del servizio di giustizia le circoscrizioni giudiziarie sono modificate nei termini seguenti:

a decorrere dal 1º gennaio 2012 sono soppressi tutti i tribunali che alla data di entrata in vigore del presente decreto legge non hanno sede nelle città capoluogo di provincia e sono contestualmente istituiti tribunali provinciali in ogni città che alla data di entrata in vigore del presente decreto legge è capoluogo di provincia con competenza territoriale sull'intero territorio provinciale ad esclusione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Insomma, i nostri senatori siciliani e l’Api di Nuccio Cusumano, chiedono a gran voce, con un emendamento presentato al Governo, e per risparmiare sulla spesa pubblica, la chiusura di tutti i Tribunali minori, compreso quello di Sciacca.

Ma se si risparmia sui conti pubblici, sicuramente la chiusura del Tribunale di Sciacca comporterebbe danni economici per la città e molti studi professionali sarebbero costretti a trasferirsi per mancanza di clientela, considerato che la gente preferirebbe risparmiare ed andare in uno studio professionale accanto alla sede del Tribunale. Una cosa è sicura, abbiamo letto tanti comunicati stampa di deputati e senatori contrari alla chiusura del Tribunale di Sciacca. Ma come dire, a Sciacca si chiacchiera, a Roma si fanno i fatti.

venerdì 19 agosto 2011

CARNEVALE ESTIVO? FACCIAMOLO ANCHE A NATALE


E così abbiamo anche il carnevale estivo. Quello che molti auspicavano da tempo è diventato realtà, certo con qualche piccolo aggiustamento rispetto all'edizione di febbraio. I dati positivi di questa iniziativa sono molti. Tanto per cominciare la festa in se e per se. Spostare il carnevale nel periodo estivo significa concentrare tutto in un solo mese, cartellone degli spettacoli estivi, festa della madonna e carnevale. Se si riuscisse a spostare anche la Pasqua, visto che cambia sempre data, sarebbe perfetto. 
Altro dato positivo è che non si corre il rischio di fare la crociata sul vino di peppe nappa e di polemizzare sull'aranciata, perché d'estate è preferibile una granita dello zio Aurelio, e terzo dato positivo, non fa freddo, non piove e a stare nudi nessuno ci fa caso.
Se la manifestazione avrà successo, come crediamo, suggeriamo all'assessore Michele Ferrara di usare il carro di carnevale anche nel periodo invernale, quando quelli dell'opposizione cominceranno a chiedere motizie degli spettacoli. Si potrebbe, per esempio fare arrivare Gesù Bambino sul carro di Ingenito tirato da due buoi con sottofondo musicale delle antiche serenate che cantano le canzoni natalizie a ritmo di samba, mentre Peppe nappa vestito da re magio distribuisce cucciddati e frutta martorana, e in Piazza Scandaliato vengono sistemati gli stand per lo schiticchio. 
Perché, diciamocelo francamente, siamo un paese di schiticchio e carnevale. Sarà per questo che è sempre mancato un assessore alla cultura, ma c'è sempre stato quello agli spettacoli?

martedì 12 luglio 2011

A SCIACCA UN DISOCCUPATO OGNI CINQUE ABITANTI

Il 48% dei cittadini siciliani considera peggiorata, negli ultimi tre anni, la situazione economica della propria famiglia. Sono appena 7 su 100 i pochi fortunati che possono dire migliorato il proprio tenore di vita nell’ultimo triennio.
È quanto emerge da un’indagine, condotta dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, che rivela nell’Isola un progressivo impoverimento della classe media a reddito fisso. Sono infatti sempre di più, in Sicilia, le famiglie che faticano ad “arrivare alla fine del mese”: la crisi economica, l’aumento del costo della vita e l’assenza di concrete prospettive di lavoro per le nuove generazioni rappresentano una vera e propria emergenza sociale, i cui effetti appaiono solo attenuati dal ricorso, sempre più diffuso, a risparmi precedentemente accumulati.
Il 58% dei siciliani va alla ricerca di beni in saldo o di punti vendita più economici per l’abbigliamento. La maggioranza assoluta afferma di aver ridimensionato le spese per il tempo libero ed i pasti fuori casa; ma aumenta anche, per il 51%, la tendenza all’acquisto di prodotti alimentari più economici o in discount. Si accorciano ulteriormente i giorni di vacanza. Ma chi sono nell’Isola i “nuovi poveri”? Secondo la fotografia scattata dall’Istituto Demopolis, sono oggi in difficoltà soprattutto i nuclei familiari monoreddito con figli, e gli anziani con pensioni minime o sociali; in una situazione di debolezza appaiono pure i disoccupati e le giovani famiglie, spesso con un lavoro precario e senza immobili di proprietà.
A Sciacca la situazione è abbastanza grave. Secondo i dati fornitici dall'Ufficio di collocamento, i disoccupati iscritti nelle liste sono 8921, di cui 4415 donne e 4506 uomini. Se teniamo conto che a Sciacca siamo 40.000 risulta che in città c'è un disoccupato ogni cinque abitanti.
Facendo una distinzione per fascia d'età. Sono ben 3831 i disoccupati con meno di 30 anni, 3015 quelli fino a 40 anni e 2085 i disoccupati saccensi che hanno superato i 40 anni. Insomma, serve una politica comunale seria e possibilmente che non si fermi al rifacimento dei marciapiedi ma che aiuti i giovani a crearsi una famiglia.

IL GIORNALE DI SALLUSTI PUBBLICA UNA INCHIESTA SUL BELICE

Ancora un attacco agli sprechi del terremoto nel belice. Stavolta, dopo la Repubblica e lo scorso anno Il corriere della sera, a puntare l'indice è stato un reportage pubblicato sul quotidiano “Il giornale”. Tre pagine, con tanto di titolo in copertina che recita: “Ecco dove buttano i nostri soldi” firmato dal vice direttore Nicola Porro. E all'interno due pagine, con foto in bianco e nero di un vecchio su un asino e il titolo “Il terremoto che ci svuota le tasche” firmato da Gian Maria De Francesco
Per la ricostruzione del terremoto del Belice del gennaio 1968 , si legge nell'articolo, lo Stato italiano nel corso degli undici anni successivi aveva speso 900 miliardi delle vecchie lire che rivalutate in euro attuali ammonterebbero a circa 5,8 miliardi. Un intervento talmente massiccio che a ventiquattro anni di distanza nel gennaio 1992 circa 1.500 famiglie vivevano ancora nelle baraccopoli. E oggi?
Ogni anno il Tesoro si fa carico per oltre 10 milioni di euro dell’estinzione dei mutui relativi al sisma che colpì le province di Agrigento, Palermo e Trapani. Altri 2,5 milioni arrivano invece dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il giornalista poi si permette di fare l'ironico e scrive che, siccome 43 anni sono un periodo troppo breve per completare un’opera di ricostruzione vi sono specifici stanziamenti in bilancio: due milioni per il completamento degli interventi e 507.026 euro per le opere di urbanizzazione primaria. Insomma, 25 miliardi delle vecchie lire per un evento così remoto. Le nostre tasse, scrive il giornalista, servono anche a questo.


sabato 2 luglio 2011

UNA LETTERA DA AGRIGENTO SUL CASO EMANUELA ORLANDI

“In data odierna presso i nostri uffici di Villorba, in provincia di Treviso – dichiara Mario Tricarico, direttore editoriale di Edizioni Anordest - abbiamo ricevuta una busta timbrata dalla Sicilia (Palermo) contenente una lettera firmata da tal 'Kate S. Boards', espressamente indicato come “nome fittizio”, del quale si riporta anche un indirizzo di Agrigento. Il testo fa riferimento al gruppo Phoenix, che nei mesi successivi alla scomparsa di Emanuela Orlandi lasciò cinque messaggi ad alto contenuto intimidatorio in alcune chiese romane”.
Il direttore editoriale A nord est ha recentemente pubblicato il libro 'Mia sorella Emanuela' scritto dal giornalista Fabrizio Peronaci e da Pietro Orlandi, e per la prima volta dopo 28 anni il famoso gruppo Phoenix è stato identificato in ambienti del Sisde, come da rivelazioni del fratello di Emanuela contenute nel volume. Fu un agente segreto che era in costante contatto con la famiglia a confessare la reale identità del gruppo”.
La casa editrice Edizioni Anordest mette fin da subito a disposizione degli organi inquirenti la lettera ricevuta. Quanto al contenuto del testo, il sedicente Kate S. Boards, dall’analisi di alcune espressioni dei comunicati di Phoenix (“irregolare obbedienza”), avvalora la pista “massonica- esoterica” sia per il caso Orlandi sia per la scomparsa di Mirella Gregori (un’altra ragazzina quindicenne scomparsa a Roma, sempre nel 1983). 
 In un altro passaggio fa riferimento a una rivendicazione del rapimento firmata “Dragan”, con uno scritto trovato assieme a 4 sassolini in una busta gialla a Roma. Infine, un secco invito: “Fatelo sapere a chi di dovere”. 

giovedì 23 giugno 2011

CAPODICASA, FALLICA, MESSINA... E...MOZIONATEVI!

Durante l'iter del DL Sviluppo, il deputato del Pdl Giuseppe Marinello, che oltretutto era relatore, aveva sollevato il problema "Lampedusa" dichiarando che ci voleva un provvedimento ad hoc. Questa la dichiarazione di Marinello: "Stiamo interloquendo con il Governo per trovare comunque una soluzione che passi anche attraverso una riformulazione delle proposte emendative che possono essere presentate dai relatori o dal Governo stesso. Altrimenti - ha concluso il relatore in commissione Bilancio - non resta che la strada di un immediato provvedimento di emergenza, una ordinanza della Protezione civile che dovrebbe essere sostenuta da tutti".
Adesso il Governo ha dato una risposta per Lampedusa e... i vari deputati hanno allertato i loro uffici stampa per scrivere comunicati. Naturalmente, prendendosi il merito della questione. Ecco alcuni esempi:

“Aver approvato delle mozioni che impegnano il Governo ad intervenire per l’emergenza di Lampedusa è un importante risultato”. Lo dice Angelo Capodicasa, deputato del Partito Democratico, commentando l’approvazione, all’unanimità, alla Camera della mozione del Pd con che impegna il Governo “a predisporre in tempi rapidi iniziative di rilancio e di sostegno all’economia di Lampedusa”.

La Camera dei deputati ha approvato all’unanimità la mozione, presentata dal parlamentare di Forza del Sud Pippo Fallica, per garantire esenzioni fiscali in favore di Lampedusa.
Illustrando il testo all’Aula, il parlamentare siciliano del movimento arancione ha invitato il Governo ad “ottemperare nel più breve tempo possibile alle richieste contenute nella mozione, che è un atto formale che impegna l’esecutivo.



“E’ stata approvata la nostra mozione che chiede interventi urgenti di natura tributaria e contributiva e investimenti nel settore turistico per l’isola di Lampedusa. I danni per un’isola come Lampedusa, che vive di turismo estivo, sono di una gravità straordinaria. Le stime parlano di una perdita di 42 mila presenze, che potrebbero arrivare anche a 84 mila a fine stagione, con un calo, rispetto ai flussi turistici ordinari, di oltre l'80 per cento”. Lo afferma il deputato Ignazio Messina, capogruppo IdV
 Lo devo ammettere! Mi viene da ridere!

mercoledì 15 giugno 2011

AHI AHI AHI CARMELO... MA CHE MI COMBINI?

Determinazione del Sindaco n. 29 del 31.05.2011. - Soggetto percettore: Dott. Giuseppe Maria Sgrò. – Oggetto dell’incarico: Conferimento incarico esperto ex art. 14 L.R n.7/1992 in materia di informazione e comunicazione. – Compenso previsto per un bimestre: euro 2.000,00 (duemila,00)
Ahi ahi ahi Carmelo, ma che combini? Prima dichiari a tutto il mondo, con comunicati stampa, notizie via web, conferenze, dichiarazioni spontanee etc etc che i tuoi consulenti saranno solo a titolo gratuito, e poi cominci a pagare? Un po' di coerenza! Sennò il buon Angelo Renda segretario del locale Circolo di Sinistra Ecologia Libertà ti bacchetta e anche di brutto!
Il primo cittadino riberese Carmelo Pace lo aveva ripetuto, più volte e pubblicamente, che l’esercizio della consulenza a favore del comune da parte di privati del luogo sarebbe stata solo ed esclusivamente a titolo gratuito. L’ultima volta fu a fine anno 2010, quando un comunicato dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco, con toni euforici ed esaltanti, ribadiva che intenteva affidare l’incarico di consulenti a titolo gratuito, a sette soggetti, in possesso di idonei requisiti. Il fine era quello di ricevere una collaborazione volontaria e gratuita in diversi settori giudicati prioritari come quello della comunicazione. Veniva esplicitato nell’avviso pubblico, che il criterio della selezione mirava a dare “spazio e nuove opportunità” ai numerosi giovani. Il sindaco si augurava, altresì, che dal bando selettivo per titoli i fortunati e futuri consulenti fossero principalmente: “giovani, preparati, con tanta voglia di fare e desiderosi di spendersi per la città di Ribera”. Ai primi di Marzo scrive Angelo Renda Segretario di SEL, i sette nuovi consulente a titolo gratuito, venivano ricevuti con una solenne e calorosa cerimonia nell’accogliente e colorita “Sala dei Sindaci”. Erano stati scelti non per caso, ma in seguito alla valutazione del curriculum vitae, su un totale di ventidue soggetti che avevano partecipato allo specifico bando pubblico. Quella che abbiamo appreso in questi giorni, scrive Renda, è una notizia grave che mina sin dalle basi i più elementari canoni del buon senso. Illogica per ciò che era stato detto e fatto in precedenza. Un comportamento amministrativo irrispettoso, evidenzia nella nota Angelo Renda, perché è uno schiaffo morale, una presa in giro, una umiliazione per gli altri sei cittadini collaboratori a costo zero. Forse non viene avvertito, ma “per un pugno di euro” si va a mortificare lo stesso soggetto che ha ricevuto l’emolumento non previsto perché facente parte dei sette che avrebbero dovuto dare consulenza senza nulla ricevere! Ecco il provvedimento, un fulmine a ciel sereno: Determinazione del Sindaco n. 29 del 31.05.2011. - Soggetto percettore: Dott. Giuseppe Maria Sgrò. – Oggetto dell’incarico: Conferimento incarico esperto ex art. 14 L.R n.7/1992 in materia di informazione e comunicazione. – Compenso previsto per un bimestre: euro 2.000,00 (duemila,00).- I nostri amministratori, ancora una volta sostiene nella nota Angelo Renda, sono stati i protagonisti di una doppiezza trasferita in una finzione scenica dei cosiddetti “veri politici navigati”. Essi sono gli attori di una commedia, di un film, di una sceneggiata teatrale già vista, già miseramente consumata! 

lunedì 13 giugno 2011

IL GIALLO DELLA MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO D'ORSI

Totò Scozzari

Giallo alla provincia regionale di Agrigento che vede coinvolti il gruppo consiliare del Movimento per l’Autonomia in Consiglio Provinciale, composto da Totò Scozzari (capogruppo), Pino Quartararo, Gaetano Militello, Ignazio Tavormina, Davide Gentile, Calogero Martello e Giuseppe Terrazzino, e il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. Il primo comunicato stampa arriva nelle redazioni giornalistiche della provincia alle ore 13 e 14 minuti e, considerato quello che succede ad Agrigento, dove D'Orsi azzera le sue giunte ad ogni cambio di vento dei suoi referenti politici, la notizia ha del clamoroso. Nella nosta si legge che i consiglieri provinciali dell'MPA “sono pronti anche a firmare il documento di sfiducia nei confronti del Presidente della Provincia Regionale di Agrigento”
Insomma l'MPA contro il suo stesso massimo rappresentante provinciale. Nella nota, il capogruppo Totò Scozzari va oltre, e dichiara che: “Se il problema è la persona del Presidente D’Orsi, noi del Mpa siamo pronti a firmare il documento di sfiducia, ma solo dopo aver dato vita in Consiglio Provinciale, ad un serrato e leale dibattito politico...”
Insomma, per Scozzari, “ si apra un dibattito politico in Consiglio” e si augura che il Presidente Buscemi prima che l’Mpa firmi la mozione di sfiducia al Presidente D’Orsi, rassegni anche lui le proprie dimissioni dalla carica”. Poi tutta una serie di dichiarazioni contro questo e quell'altro, ma la notizia è: se il problema è D'Orsi, l'MPA firma la mozione di sfiducia.
Tutto fatto? Ma quando mai! Alle 14.53 arriva il contrordine compagni! un altro comunicato nel quale si legge: Si prega gentilmente di BLOCCARE la pubblicazione del comunicato stampa "Mpa: se l'ostacolo è D'Orsi firmeremo la sfiducia. Scozzari, ma dopo un dibattito politico in Consiglio.
La domanda è: chi ha tirato le orecchie al buon Totò Scozzari che si era avventato in dichiarazioni di sfiducia contro il presidente D'Orsi? E' stato Di Mauro o addirittura Lombardo? Sicuramente i capoccioni palermitani dell'MPA l'avranno chiamato al telefono e gli avranno detto: “A Totò, già abbiamo problemi alla regione, ma che cazzo scrivi? Ma come ti è venuta in mente una cosa del genere?” Oppure, dopo un'ora di riflessione è stato un auto-ripensamento?  E' vero che a pensar male si fa peccato... 

lunedì 6 giugno 2011

LO SCILIPOTI CONFUSO!

"I valori essenziali della nostra Patria potrebbero essere contaminati da quella parte di politici di estrema sinistra interessati a prendere, per un uso improprio, il potere dello Stato". Lo ha dichiarato il segretario politico del Movimento di Responsabilità Nazionale Domenico Scilipoti, nel corso di un comizio pubblico a Segesta, dove ha difeso l'indifendibile scelta di voto del 14 dicembre 2010 (ancora si ricorda i fischi). Scilipoti, ovvero l'ex parlamentare eletto nell'Italia dei Valori (ovvero a sinistra) e poi cambiato in corsa lo schieramento insieme ad altri che si sono inventati questo sedicente “Movimento responsabile” (di cosa? Chi te l'ha chiesto? Non certo i tuoi elettori!) per fare un favore a Berlusconi, adesso parla di Valori universali e si rivolge persino a Dio. Nel suo comizio infatti, ha sottolineato la necessità di riproporre determinati valori. "Dobbiamo rinforzare l'idea di Dio come forza aggregante universale...” (come a dire che Scilipoti, colpito dalla figura di Giuda, ha tradito il suo partito e adesso si pente?)
Scilipoti... caro conterraneo. Mi sa che sei più confuso che persuaso!