STORIE DI UN GIORNALISTA CON UNA LAUREA IN FILOSOFIA. Assioma di Cole "La somma dell'intelligenza sulla Terra è costante; la popolazione è in aumento"
lunedì 19 gennaio 2015
martedì 13 gennaio 2015
giovedì 18 dicembre 2014
LETTERA A BABBO NATALE
Caro Babbo Natale,
capisco che non ho
più l'età per scrivere letterine, ma considerato che ormai tutti
scrivono mail e sms, magari questa mia sarà una delle poche che ti
arriveranno. Sperando, ovviamente, che ti arrivi in tempo. Io in ogni
caso, farò un invio con posta prioritaria. Scusa anche per gli
errori di ortografia che troverai, ma il fatto è che non sono più
abituato a scrivere lettere (pensa che uso una Bic comprata nel 1982
e ancora funzionante) e non compro neanche le cartoline, anzi quelle
che mi arrivano a casa insieme ai calendari di santi e frati indovini
le butto nel cestino perché con tutto quello che ho da fare non
posso mettermi seduto a scrivere pensieri romantici natalizi. Un
tempo erano bene accetti, aprivo la cassetta della posta e vedevo
tutti quei bigliettini colorati e li leggevo con un senso di felicità
perché qualcuno mi aveva pensato. Oggi, a scriverli mi farebbero
sentire demodé e non so che reazione avrei a riceverli.
Allora, come ti dicevo (vedi quanto mi
sto dilungando?) eccomi qui!
Non voglio chiederti di portare la
felicità a tutto il mondo, o meglio, mi piacerebbe, ma so che non è
tuo compito e comunque non hai questi poteri, quindi mi evito
richieste assurde, e non ti chiedo nemmeno che cessino le guerre
perché mica puoi andare lì con le renne e fare un comizio e
spiegare la situazione. E comunque, vestito in quel modo ti
scambierebbero per l'omino della Coca cola, ti additerebbero come
simbolo del capitalismo e rischi di beccarti una pallottola in pieno
petto. Non ti chiedo nemmeno di farmi vincere al super enalotto
perché quello è compito della fortuna, che devo dirlo, è veramente
cieca, visto che a me non mi vede mai.
Insomma, a dirti la verità, nel bene e
nel male, io sono felice della mia vita, che è quella che è ed è
frutto di tentativi, scelte e scommesse. Certo, non tutto è andato
come prevedevo, anzi, qualcosa è andata decisamente storto, ma è la
mia vita, ho solo questa e se posso dirtelo, le gioie sono state
decisamente superiori ai dolori.
Ecco, insomma, in verità non ho niente
di particolare da chiederti, solo il piacere di scriverti.
P.s. Io non ho il camino, quindi se
passi dalle mie parti, suona il campanello.
martedì 9 dicembre 2014
IL LIBRO SU GIUSEPPE BELLANCA VINCE IL PREMIO "BUTTITTA"
Il libro storico “Giuseppe Bellanca e i pionieri sulle macchine volanti” edito dalla casa editrice romana “Epsylon” ha vinto il Primo Premio nella sezione “Saggi di cultura siciliana” alla XVI edizione del premio Arte e Cultura Siciliana “Ignazio Buttitta” organizzato dal centro culturale “Renato Guttuso” di Favara. La cerimonia di premiazione si è svolta presso il castello Chiaramontano. Premio speciale per il suo lavoro nel campo della cultura anche per Sino Caracappa.
Giuseppe Bellanca, ingegnere aeronautico saccense fu uno dei massimi cervelli scientifici che la Sicilia abbia generato. Emigrato in America su pressione di suo fratello Carlo, il giovane Giuseppe cominciò dapprima a dare lezioni di volo e poi a costruire aerei dal disegno innovativo e dalle performance fino a quel momento impensabili. I "Bellanca aircraft" erano diventati famosi in tutta l'America, al punto da meritarsi la copertina di "uomo dell'anno" nella popolare rivista "Time", ma il suo socio in affari
Charles Levine non volle vendere un suo monoplano a Charles Lindberg per la trasvolata in solitario da New York a Parigi mancando quindi l'appuntamento con la storia. Eppure l'ingegnere saccense avrebbe avuto modi di rifarsi in seguito. I documenti sulle sue leggendarie imprese, a cavallo tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, sono esposti nell'Archivio del Museo Nazionale dell'Aria e dello Spazio di Washington. Nel 1993 è stato inserito nella Hall of fame dell'aviazione mondiale.
sabato 6 dicembre 2014
SE UNA COSA NON LA CONOSCI, VAI A SCOPRIRLA
Ieri
sono andato ad un convegno che si è svolto presso l'ex chiesa Santa
Margherita di Sciacca, organizzato da SOLID, un'associazione
che, si legge nella pagina facebook è “a vocazione caritatevole ed
umanitaria, il cui fine è l'assistenza ed il sostegno a quei popoli
in lotta per la propria sopravvivenza, la salvaguardia della propria
cultura e la difesa della loro identità”.
Devo
ammettere che di questa associazione non ne conoscevo l'esistenza. Il
relatore era Alberto Palladino, dirigente politico di CasaPound. E'
bastato citare questa sigla e il nome di Palladino per far storcere
il naso a parecchi intellettuali o pseudotali della sinistra
cittadina. Ma siccome io seguo il mio personale insegnamento: “se
non conosci una cosa vai a scoprirla” ci sono andato, mi sono
seduto ed ho ascoltato. Prima la relazione storica del consigliere
comunale Francesco Pisano che, devo ammettere è stato chiaro e
preciso nei riferimenti storici, e poi del citato Palladino.
Il
dirigente di CasaPound si è presentato in giacca e cravatta e con
modi gentili ha illustrato quali e quanti sono gli interventi
umanitari che Solid porta in giro per il mondo: in Sudafrica, in
Kenia, in Siria, nel Kosovo, poi ha chiesto di collaborare donando
qualcosa. Ed io ho fatto la mia donazione mentre si preparava un
piccolo buffet e ragazzi suonavano qualcosa per intrattenere chi
aveva partecipato al convegno.
Per
citare Shakespeare, non solo si è fatto “molto rumore per nulla”,
ma molti hanno perso l'occasione per fare qualcosa in favore delle
popolazioni bisognose evitando a priori, di andare ad ascoltare cosa
aveva da dire Palladino. E non credo che, condannando per “partito”
preso si possa migliorare.
Un'ultima
annotazione. Alla manifestazione di ieri sera c'era più gente di
quanta solitamente va alla presentazione di un libro. E questa mi
induce ad un'altra riflessione: ma a quale manifestazione va la gente
di Sciacca?
venerdì 5 dicembre 2014
LA MANCANZA DI CURIOSITA' GENERA BEST SELLERS
Stamattina sono entrato in una
libreria. Mi piace entrare nelle librerie, sia per sentire l'odore
dei libri sia per vederli tutti in fila belli colorati. Di solito
compro un libro di un autore che non conosco. E' così, per esempio
che ho conosciuto Alan Bennett, mi ha incuriosito il titolo “La
cerimonia del massaggio” e l'ho comprato. Consequenziale andare a
teatro e vedere la divertente trasposizione teatrale fatta da Anna
Marchesini. Ed è stata sempre la mia curiosità che da giovane ho
comprato “Il maestro e Margherita” di Bulgakov (che a 18 anni non
conoscevo). Ma per andare a tempi più recenti ho avuto la fortuna di
conoscere e divertirmi a leggere “Triste solitario y final” di
Osvaldo Soriano che, a pensarci bene, ha influenzato parecchio il mio
modo di scrivere romanzi e la trilogia di Alvaro Mutis. Anche in
questo caso sono andato ad intuito ed ho comprato “Un bel morir”.
Insomma, quando entro in libreria vado
alla ricerca di un autore che non conosco, certo, mi capita di
comprare libri illeggibili, ma quando sono fortunato becco un autore
bravissimo.
Ebbene, come dicevo, ieri sono entrato
in una libreria e mentre guardavo i libri ed ero indeciso su quale
prendere entra un signore e chiede se per “voltagabbana” di
Emilio Fede è previsto lo sconto. Accertato che lo sconto c'è,
chiede se è arrivato l'ultimo libro di Camilleri.
Ora, io sono dell'opinione che uno è
libero di comprare quello che vuole, ma quel signore ha nominato due
autori particolari.
Il primo (Emilio Fede) da dieci anni a
questa parte scrive sempre il suo lungo editoriale Pro-Berlusconi e
sempre nel periodo natalizio. Ormai è un appuntamento imperdibile,
come i film di Massimo Boldi, il pandoro e il presepe.
Per quel che riguarda il grande
Camilleri è evidente che ormai il suo commissario Montalbano è
diventato un personaggio ripetitivo a puntate come il tenente
Sheridan, e relegato al ruolo di soap opera. Ma dicevo, ognuno è
libero di scegliere di leggere i libri che vuole.
La cosa che mi ha
dato fastidio è che il signore ha chiesto due libri di autori famosi
ignorando le nuove uscite e i nuovi autori. E' andato diretto su un
presentatore televisivo che da anni conduce un programma e su un
autore che dopo aver avuto il grande pregio di inventarsi un nuovo
linguaggio si è perso nei meandri dell'economia aziendale sfornando
Montalbani a ripetizione.
Mi dispiace. Per lui e per tutti quelli che non hanno nessuna curiosità o voglia di leggere cose nuove.
venerdì 28 novembre 2014
UN ESTRATTO DEL LIBRO SU TGCM24
http://www.tgcom24.mediaset.it/cultura/%E2%80%9Caspettando-mister-wolf%E2%80%9D-di-accursio-soldano-giornalismo-vs-mafia_2081460201402a.shtml
giovedì 13 novembre 2014
PREMIO IGNAZIO BUTTITTA
PRIMO PREMIO alla XVI edizione del premio Arte e Cultura Siciliana “Ignazio Buttitta” organizzato dal centro culturale “Renato Guttuso” di Favara. La cerimonia di premiazione avverrà l'8 dicembre con inizio alle ore 16.30 presso il castello Chiaramontano
mercoledì 29 ottobre 2014
DAL 7 NOVEMBRE IN LIBRERIA
La guardia che per tutto il tempo era rimasta nel corridoio a vigilare dallo spioncino della porta tornò accompagnata dal direttore che teneva fra le dita un pezzo di sigaro spento. A vederlo arrivare da lontano gli tornò in mente Edward G. Robinson nel Piccolo Cesare, stesso modo di camminare e stessa altezza. Quel film non gli era piaciuto, non per la storia in se stessa, ma per l’attore.
Per i suoi gusti, Edward G. Robinson non era adatto alla parte, troppo basso e brutto; poco credibile per essere un boss della mafia americana.
Per i suoi gusti, Edward G. Robinson non era adatto alla parte, troppo basso e brutto; poco credibile per essere un boss della mafia americana.
martedì 21 ottobre 2014
Iscriviti a:
Post (Atom)













