giovedì 11 marzo 2021

TEA RANNO O ROSAMUNDE PILCHER? E LUCE FU...

 


Oramai è diventata prassi presentare i libri online. Causa Covid, gli appuntamenti con gli scrittori sono solo su piattaforme. Fra i nuovi libri che si presentano c'è anche quello di Tea Ranno con il suo ultimo romanzo dal titolo "Terramarina" pubblicato da Mondadori.

È la storia di una sindaca triste di un piccolo paese triste, di un marito che non c'è più (e per questo lei è triste), e di una sera triste della vigilia di Natale in cui a irrompere nella vigilia sola e solitaria di Agata (il nome della sindaca) arriva Don Bruno, il parroco del paese, che porta con se una bambina appena nata che qualcuno ha abbandonato. Che nome daranno a quella bambina abbandonata? Nel momento massimo di imprevedibilità, la chiameranno Luce. 

Dal momento in cui la "Luce" entrerà in casa della sindaca triste, il dolore di Agata si tramuterà in gioia e il Natale si trasformerà in una festa o, come dice la presentazione, in una giostra.

Più che un romanzo sembra una puntata di quei telefilm della serie di Rosamunde Pilcher, quei telefilm che a Natale ne fanno quattro o cinque di seguito (perché prima o poi una lacrimuccia scende) e vanno bene per tutte le feste comandate.

Il problema nelle presentazioni di libri sta sempre e solo a carico del relatore. Costretto (come mai in questo caso) a dichiarare che il libro è bello! 

Sono molto dispiaciuto per Lui.

giovedì 25 febbraio 2021

ATTO UNICO SULLA STORIA DEL PIONIERE DELL'AVIAZIONE, GIUSEPPE BELLANCA

 La parabola dell’ingegnere appassionato di aerei, che emigrato venticinquenne negli Stati Uniti vi trovò fama e fortuna per aver rivoluzionato il modo di volare, accompagna le dieci vicende di altrettanti giovani piloti, che con coraggio e spirito di avventura - pagato talora con la vita - scrissero la storia dell’aviazione mondiale.

Ma in Italia, e perfino nella natia Sciacca, ben pochi hanno sentito parlare di Giuseppe Bellanca; né basta la targa marmorea posta a suo ricordo nella zona del porto a far conoscere il valore e l’opera del tenace e visionario pioniere che, partendo da un rudimentale apparecchio di bambù, sarebbe poi diventato il re dell’aviazione mondiale. Ci voleva una storia, e prima ancora una raccolta sistematica di documenti e aneddoti con cui testimoniare la grandezza del protagonista.

A questo link, l'atto unico messo in scena durante l'edizione del Letterando in fest, festival della Letteratura che si svolge ogni anno a Sciacca.

https://www.youtube.com/watch?v=3GxgNJU2U_o  




https://www.youtube.com/watch?v=3GxgNJU2U_o&fbclid=IwAR1h_so1qhIDY3Ld8BlVkm5vCMJKGa8KAz4Rk20O916Uvt7C63htGuDaNGk

martedì 9 febbraio 2021

MORIRE SENZA SAPERLO ALL'OMBRA DI UNA DICERIA





 Il dottore accompagnato da Palmira e seguito dallo sguardo assente di Nicola entrò in camera da letto di nonna Peppina e dopo averla visitata, toccato il polso e poggiato l'orecchio sul cuore sentenziò che la defunta non presentava nessun segno particolare e che quindi si poteva considerare senza ombra di dubbio una morte naturale, aggiungendo che la vecchia, per sua fortuna, non aveva sofferto.


«E’ morta senza saperlo?» Chiese Nina
«Non proprio… insomma»
«Insomma… lo sapeva o no?»
«Credo che l’abbia capito!»
«Beh, se l’ha capito vuol dire che lo sapeva»
«Diciamo che l’ha capito quando non c’era più niente da capire»
«Che fa? Si mette a fare il filosofo?» Ribatté Nina spazientita.
(tratto da "La maledizione dell'abbazia di Thelema)

“La maledizione dell’abbazia di Thelema”: vi è una donna, un funerale, un’abbazia, una maledizione. Un tavolo da gioco e tanti segreti. La Sicilia descritta è quella verghiana: superstiziosa e devota in un unico credo di sacro e pagano.  E’ la terra dei vinti, in cui la religione non fa miracoli e la gente muore sola o povera.

"Ci sono padri che meritano di morire e quando arriva la loro ora si ritrovano i figli accanto al letto di morte e altri che fanno tutto per il bene dei figli e muoiono senza nessuno accanto."

Come acquistarlo:

https://www.amazon.it/maledizione-dellabbazia-Thelema-Soldano-Accursio/dp/8899067422


giovedì 4 febbraio 2021

A FEBBRAIO ... MAX CASOLI PRESENTA IL SECONDO SINGOLO DI CANEBIANCO

 


"Ero in studio con i Canebianco e stavamo registrando un brano (parte di un EP) ispirato ad una storia, la dura vita di un centenario ancora molto lucido, che con i suoi racconti basati sulle sue esperienze di vita tra la durezza della guerra e le fatalità alle quali è sopravvissuto mi ha stimolato a scrivere il testo di una ballata. Le cose stavano procedendo benissimo. Poi mi sveglio una mattina di novembre e una frase mi occupa la la mente. "Saremo tutti più buoni". Questa frase mi rimbomba in testa come fosse un mantra per ore, ed ho la chiara percezione di una tempesta perfetta, il punto di non ritorno, il famoso giro di boa. La cosa mi provoca ansia e così come faccio in queste occasioni prendo la chitarra e inizio a scrivere. Finito il brano mi rendo conto di aver compiuto qualcosa di strano e anomalo. Una percezione più grande di tutte le altre trasformata in musica, in parole. Allora chiamo i Canebianco e gli comunico la cosa che prevede una certa urgenza. 
Sospendiamo il brano in fase di registrazione e tutto d'un fiato registriamo "A Febbraio".

Un parto anomalo anche nelle sonorità dove tutti e quattro i cani si sono lasciati andare a questa acida premonizione.

Ora... Febbraio è appena iniziato, ma tutto porta nel verso prestabilito dalla visione originale di Max Casoli che afferma "Tutto sta mutando velocemente ed abbiamo solo una certezza. Non so che fine farà l'umanità, ma la natura continuerà a sopravvivere e raccontare l'equilibrio dell'universo."

Il video girato da Francesco Mazzetti è uscito il 1° Febbraio ed è un rituale a tu per tu con i 4 elementi in una stagione, in un mese dove tutto sembra spegnersi lentamente. Ma fino a che l'acqua scorre, le radici si nutrono, nuovi germogli spunteranno e sono destinati a produrre nuova bellezza. Un messaggio positivo anche se tutto sta inevitabilmente cambiando. Anche i cani abbaieranno ai padroni, perché non esistono padroni nell'equilibrio delle cose. Ognuno il suo ruolo, la propria terra, il suo destino.



“A febbraio” è il secondo singolo di un Ep dal titolo “Liberato” e il brano che da il titolo all'intero lavoro, scritto durante il lockdown di aprile 2020 ed il video girato a novembre scorso durante il secondo lockdown. Un brano che comunicava il senso di disorientamento, l’essere vulnerabili, le complicazioni riguardo alla gestione di questa situazione e alle lacune emerse soprattutto in ambito politico. Un’immagine fedele della percezione umana e psicologica di questo periodo.

Un grido e una necessità di rinascita soffocata da un’idea di un paese in mano alle caste. Molte scene della clip con la regia di Francesco Mazzetti, hanno visto la collaborazione di musicisti come Massimo Guerra, Daniele Fertili e il romano di adozione romagnola Alessandro Curatolo. La scelta di farlo uscire il giorno dell'ennesimo Dpcm non è casuale.

martedì 2 febbraio 2021

FEBBRAIO ALL'INSEGNA DEL BLUES... COMODAMENTE DA CASA!

 

Nel marzo 2015 nacque una nuova società di servizi dal nome AZ BLUES composta da Davide Grandi, Antonio Boschi e Lorenz Zadro. Il progetto chiamato, nacque perché i tre ritennero che i tempi erano maturi per iniziare ad avere una struttura di appoggio e consulenza in un mondo, quello della musica italiana definita di nicchia, capace di rispondere – dalla A alla Z– alle esigenze e attenta conoscitrice del mercato nazionale. Punto d'incontro: il blues.

E dopo anni di concerti e musica dal vivo, in tempo di pandemia nasce #SweetHomeMusic, ovvero musica on line direttamente da casa che è diventato un appuntamento fisso per tanti appassionati di buona musica, che continuano a seguire con grande partecipazione le Lookdown Sessions organizzate da A-Z Blues con la collaborazione di Rock Nation.
Altri 4 appuntamenti per questo mese di febbraio in attesa che la musica possa riappropriarsi degli spazi più adatti.
Sarà recuperata la data annullata coi Mandolin’ Brothers, band all’attivo dal 1979 e certamente sono una delle più importanti a livello nazionale tra coloro che si cimentano in un repertorio tipicamente di “Americana Music” fatto di Blues, Country e Roots Music. Particolarmente attesa dai tanti fan della formazione di roots music,

Max De Bernardi & Veronica Sbergia ci ospiteranno ancora una volta a Casa De Sbergiardi, tra risate e american music per festeggiare San Valentino, mentre i Gospel Book Revisited ci racconteranno le loro storie intrise di sonorità ampie e, a chiudere il mese, il ritorno degli I Shot A Man, formazione che rappresenterà l’Italia al prossimo International Blues Challenge di Memphis.



Ecco il calendario delle serate


  • Domenica 07 febbraio, ore 18,00: Mandolin’ Brothers

  • Domenica 14 febbraio, ore 18,00: Max & Veronica

  • Sabato 20 febbraio, ore 18,00: Gospel Book Revisited

  • Domenica 28 febbraio, ore 18,00: I Shot A Man

    Buon ascolto e... buona visione.




lunedì 11 gennaio 2021

RYUU. IL CUSTODE DI IZU. CHRISTIANO CERASOLA TORNA IN LIBRERIA

 


Sono ormai quarantanni che faccio il guardiano, sono quattro decenni che controllo la curiosità, l’irruenza e la maleducazione dei curiosi, raccogliendo pettegolezzi. Sono il custode di uno dei più bei luoghi del Giappone ma, all’inizio, la gente veniva qui per vedere altro, non il bel panorama o gli struggenti tramonti. Così diceva Ryuu che adesso ha deciso di raccontare tutta la storia.

Dopo la sua prima apparizione nel 2016, Il custode di Izu, ovvero Ryuu, torna in un libro dello scrittore Christiano Cerasola, uno degli autori della collana editoriale coup de foudre. Tema centrale della storia è la paura del cambiamento, la fatica necessaria per raggiungere la felicità, il coraggio della scelta, tutti ostacoli che spesso non saltiamo per pigrizia o per timore lasciando che gli eventi decidano per noi.
A volte, però, il caso o il fato, ci inviano messaggi, ci suggeriscono la strada da imboccare. Sta a noi scegliere di ignorarli o assecondarli.
Al custode di Izu viene rivelato, in un sogno, il suo possibile destino, gli viene data una possibilità di vivere appieno la sua esistenza. Ma l’essere umano, al cospetto dell’incertezza e del mistero, sceglierà la sicurezza o l’ignoto?

Ma Ryuu, ha preso coraggio e ha deciso di raccontare la storia completa; proprio tutta.

Lo trovate in libreria, edito da Elmis al costo di 10 euro. 

Un libro che vale la pena leggere.

sabato 5 dicembre 2020

YUKIO MISHIMA: L'ULTIMO SAMURAI


Yukio Mishima
è lo pseudonimo di Hiraoka Kimitake. Scrittore giapponese, autore di romanzi centrati sulla dicotomia fra i valori della tradizione e l'aridità spirituale del mondo contemporaneo. La sua prima opera, Confessioni di una maschera (1949) gli diede subito fama e successo. La popolarità andò ulteriormente consolidandosi con La voce delle onde (1954), Il padiglione d'oro (1956) e Il sapore della gloria (1963). 

In seguito, con la tetralogia Il mare della fertilità (1965-1971) Mishima affermò il valore della cultura del Giappone imperiale, criticando gli esiti del processo di modernizzazione del paese. Temi ricorrenti della sua produzione sono il mito della forza e dell'eroismo, l'erotismo, il legame inscindibile fra sensualità e violenza, tra bellezza e morte. 

Nella vita, Mishima volle incarnare questi ideali: nazionalista e conservatore, fondò la setta militare Tatenokai (Società dello scudo), basata sull'esaltazione della cultura fisica e delle arti marziali e pose fine ai suoi giorni con un clamoroso harakiri, ultima protesta contro la perdita di valori del Giappone moderno. Alla sua figura e alla sua opera è dedicato il film Mishima (1985) di Paul Schrader.

Questo, realizzato da Art.tv è un breve ma bellissimo documentario sullo scrittore che vi consiglio di vedere.

https://www.arte.tv/it/videos/085197-003-A/yukio-mishima-scrivere-fino-alla-morte/



venerdì 4 dicembre 2020

GLI SPAESATI DI ENZO D'ANTONA: IL RACCONTO DI UNA GENERAZIONE

 


Enzo D’antona
ha iniziato la sua carriera di giornalista alla redazione nissena del quotidiano “La Sicilia”. Nei primi anni Ottanta è cronista al giornale “L’Ora” di Palermo dove ci siamo conosciuti e dove è iniziata la nostra amicizia. 

Dal 1987 al 1997 ha lavorato a Milano, al settimanale “Il Mondo”, poi dal 2005 al 2009 è stato capo della redazione di Palermo di “la Repubblica” dove abbiamo ripreso la collaborazione, e caporedattore all’ufficio centrale di Roma. Ha diretto “la Città” di Salerno e “Il Piccolo” di Trieste.

Gli spaesati, edito da Zolfo https://www.zolfoeditore.it/scheda-libro/enzo-dantona/gli-spaesati-9788832206111-653.html,  è la storia di una generazione obbligata ad abbandonare un paese dell’entroterra siciliano. Ragazzi partiti tra gli anni Settanta e Novanta, diversi da quelli che con la valigia di cartone erano emigrati un quarto di secolo prima. Ragazzi “saliti” al Nord per fare gli operai metalmeccanici ma anche gli insegnanti, gli impiegati pubblici, i liberi professionisti. Diplomati o laureati che tuttavia subiscono una condizione permanente di spaesamento.
Anche per questi immigrati borghesi, l’integrazione al Nord è possibile solo a costo di rinunciare a pezzi della propria identità culturale. Un destino quasi inevitabile.
Così le vite di alcune persone che abitavano tutti nella stessa palazzina popolare del loro piccolo paese si ritrovano a Torino, Milano e Genova, incrociandosi tra loro a cavallo dei grandi mutamenti della società italiana. Un libro che racconta tante vicende ma una unica storia: le radici strappate, generazione dopo generazione. Un libro da leggere e da regalare.

martedì 10 novembre 2020

FRANCESCO DE GREGORI CANZONE PER CANZONE IN 700 PAGINE

 


“Rimmel” è una canzone milanese, “La storia” l’ha cantata per primo Gianni Morandi, “Il cuoco di Salò” era una filastrocca per bambini, “La donna cannone” inizialmente non doveva essere pubblicata, “Sempre e per sempre” ha portato al licenziamento di una ragazza, “Un gelato al limon” di Paolo Conte doveva far parte di “Viva l’Italia”, “Buonanotte fiorellino” non parla di un incidente aereo, “Bufalo Bill” aveva una strofa in più...

Queste e mille altre notizie, aneddoti, rivelazioni inedite si trovano in “Francesco De Gregori. I testi. La storia delle canzoni” a cura di Enrico Deregibus (Giunti editore), un volume di oltre 700 pagine, un’opera imponente, decisamente anomala nel panorama italiano.

Si tratta della continuazione di “Francesco De Gregori. Mi puoi leggere fino a tardi”, la corposa biografia del cantautore che Deregibus ha pubblicato nel 2015, sempre per Giunti. Il giornalista piemontese in questo nuovo volume si sofferma sulle canzoni, più di 200, che De Gregori ha inserito nei suoi dischi, con ampie e dettagliate schede che riservano molte sorprese anche a chi conosce bene l’artista romano. Ad accompagnarle, i testi di tutte le canzoni scritte da De Gregori, che li ha controllati e certificati in prima persona per evitare errori e refusi.

Il libro non nasce però con lo scopo di spiegare i testi, di interpretarli ma con la volontà di indagare le canzoni in tutte le loro componenti: parole, musica, arrangiamenti, interpretazione. E di raccontarne la nascita, le fonti, l’ispirazione, la scrittura, quello che è successo dopo l’uscita, le tante versioni del loro autore e quelle di altri.

Il tutto con centinaia e centinaia di dichiarazioni dello stesso De Gregori, tratte da interviste rilasciate dall’inizio degli anni Settanta a oggi e con complessivamente oltre mille documenti consultati.

DA BRUNORI A MANNARINO, DA ERICA MOU A DENTE: COMPIE DIECI ANNI “LA LEVA CANTAUTORALE DEGLI ANNI ZERO”

 

UN PROGETTO PROMOSSO NEL 2010 DA MEI, CLUB TENCO E ALA BIANCA, IDEATO E CURATO DA ENRICO DEREGIBUS: UN DOPPIO ALBUM, UN TOUR DI 15 DATE IN TUTTA ITALIA, UN SITO SU ROCKOL E LA PARTNERSHIP DI RAI RADIO2 PER VALORIZZARE UNA NUOVA GENERAZIONE DI CANTAUTORI


Era la fotografia del meglio della nuova canzone d’autore di inizio millennio. Si chiamava “La leva cantautorale degli anni Zero” e nasceva esattamente dieci anni fa, nel novembre 2010, per valorizzare una scena musicale che stava muovendo i primi passi, una nuova generazione di artisti che andava da Mannarino a Brunori Sas, da Erica Mou a Dente e a molti altri. Trentasei in tutto.

Un progetto che comprendeva un doppio album con loro canzoni inedite pubblicato da Ala Bianca, un tour di una quindicina di date in importanti luoghi e rassegne, un sito dedicato e varie altre iniziative promozionali e artistiche proseguite sino all’ottobre 2011.

Metteva insieme trentasei artisti molto diversi uno dall’altro fra i quali : la Banda Elastica Pellizza, Brunori Sas, Roberta Carrieri, Cordepazze, Dente, Roberta Di Lorenzo, Simona Gretchen, Jang Senato, Samuel Katarro, Patrizia Laquidara, Mannarino, Erica Mou, Nobraino, Paolo Simoni, Zibba.

“La leva cantautorale degli anni Zero” era stata ideata e curata da Enrico Deregibus con la direzione artistica di Enrico de Angelis per il Club Tenco e Giordano Sangiorgi per il Mei, la produzione di Toni Verona per Ala Bianca, i media-partner Rockol e Radio 2 Rai. Una iniziativa che ha avuto riscontri notevoli, che è diventata un modo di dire, che ha solcato l’Italia per un anno ed ha lasciato tracce in quelli successivi.

mercoledì 21 ottobre 2020

SULLA TERRA: NUOVO LAVORO DISCOGRAFICO DI DAVIDE TOSCHES

 


Musicista polistrumentista, Davide Tosches registra nel 2006 il CD autoprodotto “Stressmog!” al quale seguono “Dove l’erba è alta” (2009), “Il lento disgelo” (2012) e “Luci della città distante” (2014). In questi anni ha collaborato con molti artisti della scena musicale italiana e internazionale sia in qualità di musicista che di illustratore, fotografo e grafico. Le sue canzoni trattano quasi sempre temi legati alla natura, mantenendo però le distanze da qualsiasi facile retorica ambientalista. “Sulla terra” è il quarto album nato con un pianoforte degli anni venti, un quaderno per scrivere i testi e la voglia di cantare come mai prima. In seguito, dichiara Tosches, ho scritto le parti di tutti gli altri strumenti, ad eccezione di quasi tutte le parti di archi scritte insieme ad Andrea Ruggiero.

“Avevo voglia di sentire queste canzoni da molti anni, avevo voglia di rimettere le mani sul piano che è il mio strumento più di ogni altro. Sono tutte canzoni d'amore, anche se non so veramente bene che cosa voglia dire, perché parliamo di uno degli argomenti più banali, importanti e complessi del mondo e in realtà forse tutte le canzoni che sono state scritte sono canzoni d'amore in un modo o nell'altro”.

Questo disco è per Davide Toches un nuovo inizio per tanti motivi, sono canzoni molto diverse dal passato ma sono sempre “cariche di quella ostinazione di dover dare un'opportunità al suono delle parole”.

“Sulla terra” è stato scritto, prodotto, arrangiato e registrato da Davide Tosches al "Confine del bosco" di, Cavagnolo in provincia di Torino. Arrangiamenti di archi di Andrea Ruggiero e Davide Tosches  tranne:“Pioggia”, “Stelle nascoste” e “La terra emersa”, arrangiati dallo stesso Davide Tosches, arrangiamento e direzione coro su "Pioggia (abbazia)" di Cosimo Morleo. Il disco è stato mixato e masterizzato da Gianluca Patrito al G-Effect Mastering, di Torino. 


Davide Tosches. A sei anni di distanza dalle luci della città distante esce questo nuovo album. Quasi un nuovo inizio.

Direi proprio di sì, quasi un nuovo inizio, questo disco è stato composto al pianoforte e così sono stato obbligato a cantare diversamente e arrangiare diversamente. Tutte le cose che ho composto al piano in passato non le ho mai pubblicate perché all'epoca non sapevo come arrangiarle, credevo che il piano dovesse essere per forza molto presente, invece non è necessario. Certo, c'è molto pianoforte ma ha quasi sempre l'importanza di tutti gli altri strumenti. In questi sei anni ho fatto altre cose a livello musicale, avevo un disco quasi pronto, poi l'ho lasciato da parte perché era un po' troppo pesante, sono diciotto brani ed è abbastanza sperimentale e dilatato, ma prima o poi lo farò uscire. Poi ho ancora composto una colonna sonora per il documentario “Accanto scorre il fiume” di Marco Leone, che invece sarà pubblicata a breve, spero già a febbraio.


Cosa vuol dire, dare un'opportunità al suono delle parole?

Ho sempre cercato di far funzionare i testi sulla musica scrivendo liberamente, con meno rime possibili. Non che non mi piacciano le canzoni in rima, ma a me piace proprio partire dal suono delle parole, tante mie canzoni nascono così, magari proprio con una parola o due che canto e ricanto finché non succede qualcosa che mi intriga a livello sonoro e così poi vado avanti a vedere cosa succede, è un viaggio. Niente di innovativo o così strano ovviamente, ma per ora è la sola strada che mi interessa, poi si vedrà, sono sempre in evoluzione, sono molto curioso per mia natura.


Non pensi che le canzoni d'amore siano fuori moda? E che cos'è una canzone d'amore?

Fuori moda non saprei, sicuramente oggi si tende di più a nascondere i sentimenti un po' in tutta l'arte e così inevitabilmente ci nascondiamo pure noi, sia artisti che ascoltatori. Oggi si cerca molto il sensazionalismo, la roba originale fine a sé stessa, la “figata”, qualcosa che faccia “hype”, ma in realtà non c'è niente di più originale della verità, della propria visione personale del mondo. La natura ce lo insegna tutti i giorni: ogni tramonto è diverso, ogni frutto, seppur della stessa pianta, è diverso. I miei spartiti sono albe e tramonti, alberi e suoni del bosco, la pioggia, il vento, la vita insomma.


Sulla terra è un disco auto prodotto. Questo rende il musicista più libero di esprimersi e esteticamente l'arte rimane una prigione con delle regole ben precise?

Sì, ho prodotto il disco completamente, l'ho anche registrato nel mio studio, sono stato autore, arrangiatore, fonico e musicista, questa volta avevo necessità di avere tutto sotto controllo ed è stata un'esperienza che mi ha strutturato molto. Se non si è liberi di esprimersi non si può arrivare a realizzare opere d'arte, credo. Regole nell'arte ce ne sono per forza, ma sono quattro in croce e poi quando parti per questo viaggio in questa terra senza confini che è la creatività devi vedere cosa succede sul percorso e quindi adattarti, sognare, soffrire, gioire, sbagliare strada e magari metterti in pericolo come in tutti gli altri viaggi.


Quanto è difficile oggi presentare un nuovo lavoro?

Te lo dirò meglio fra un po' di settimane, dalla pubblicazione di “Luci della città distante” sono passati sei anni e sono cambiate molte cose a livello tecnologico che hanno cambiato il mondo della musica ma anche quello editoriale e di conseguenza le abitudini delle persone. Per ora c'è abbastanza attenzione riguardo questo nuovo lavoro per fortuna, ma è anche il quarto disco, quindi un pochino si vive di rendita perché sono già nell'ambiente. Comunque cercherò di fare del mio meglio, ovviamente.


giovedì 8 ottobre 2020

IL VENDITORE DI ATTIMI: CONTINUA IL SUCCESSO DI QUESTO LIBRO


 Lo potremmo definire come un incentivo alla lettura e al ricordo dei romanzi che più abbiamo amato, e che ora fanno bella mostra di sé nelle nostre librerie. 

Se la società odierna potesse contare su perfetti sconosciuti che sapessero metterci sulla retta via, sostenendoci moralmente e facendoci comprendere la differenza fra il baratro e il valore del dono della vita, l’uomo sarebbe al sicuro. Ma purtroppo, questi “buoni samaritani” che sempre cerchiamo, sembrano non esistere. Come si evince dalle pagine di questo breve romanzo, “il venditore di attimi” altri non è che un’idea, ovvero il tempo che intercorre fra il dire e il fare. 

L’istante esatto in cui ciò che è pensiero diventa azione. L’attimo in cui prendiamo una decisione è fondamentale per la nostra esistenza, perché da lì non si torna più indietro.

 Eppure, nessuno sembra dare importanza a questo momento preciso, allorquando un pensiero si realizza.

Come acquistare una copia:

https://www.amazon.it/venditore-attimi-Nuova-edizione/dp/1977046819