giovedì 19 maggio 2011

L'ASSIOMA PEDOFILO DI DON RICCARDO

Consumava tre, quattro grammi al giorno di cocaina. Don Riccardo Seppia, il parroco ligure finito in carcere per cessione di stupefacenti e per abusi sessuali, era schiavo della polvere bianca. Che gli richiedeva una spesa di 300 euro al giorno circa per il rifornimento. La comprava per sè e per offrirla ai ragazzi che invitava nei suoi appuntamenti morbosi.
I suoi pusher pare fossero tre, tutti italiani. A loro chiedeva di procurargli sia la droga sia i bambini. Adesso si tratta di capire dove don Riccardo trovava tutti quei soldi. Il suo stipendio da sacerdote era di 1.200 euro. Dove trovava il resto? I suoi conti correnti e le sue ricchezze personali sono ora al vaglio dei Nas di Milano. Con il passare delle ore, e con l'emergere dei dettagli della doppia vita del prete, ci si chiede come in Curia non si fossero mai accorti di niente. 
 Vuoi vedere che l'insana abitudine di drogarsi è cominciata proprio in chiesa sniffando l'incenso, e che a farlo diventare pedofilo è stato qualche film sulla rivoluzione sessuale proiettato in Oratorio? Magari "Marcellino pane e vino"!

martedì 17 maggio 2011

MICHELE CIMINO E LE "SPARATE" POST ELETTORALI

Comunicato Stampa (17/05/2011)
"Se avessimo fatto una lista Forza del Sud a Milano forse la Moratti sarebbe diventata sindaco subito."A dirlo e' Michele Cimino, deputato regionale e vice coordinatore di Forza del Sud. "Sicuramente e' ora di far conoscere il partito sia a Milano che a Torino, continua Cimino, citta' che devono molto  ai cervelli e al lavoro dei meridionali. Inoltre  mi sento di affermare che  a Milano Berlusconi non solo non ha perso ma ha salvato una campagna elettorale compromessa dalla arroganza della Lega e dalla supponenza della Moratti .
Un dato ormai e' certo che il popolo del Sud ha capito che ora c'e un partito che lo difende e che c'e una classe politica che si impegna a dimostrare che il sud e' una risorsa per l' Italia e non un problema e che a testa alta chiede al governo nazionale  quello che spetta e che da anni viene usurpato o meglio derubato dalle regioni del nord." Conclude Cimino.

 Sul comunicato stampa non voglio entrare in merito... mi vien troppo da ridere! Posso solo aggiungere, a parziale risarcimento del danno che subisce chiunque legga queste dichiarazioni, una frase presa a prestito da Erasmo da Rotterdam e dal suo Elogio della Follia quando La follia considera più modesto descriversi da sé che pagare gli adulatori per farsi lodare, come erano soliti fare i grandi sapienti: “chi non trova un altro che lo lodi, fa bene a lodarsi da sé”.
 

PINO MARINELLI "SFIDUCIA" IL SINDACO VITO BONO

Pino Marinelli, conduttore di un programma radiofonico su tele Radio Sciacca il lunedi mercoledi e venerdi, (Il rompiscatole è il suo programma domenicale) "sfiducia" il sindaco Vito Bono e ha inviato un esposto al Prefetto di Agrigento e alla Procura della Repubblica di Sciacca circa la incompatibilità della carica di sindaco e di medico della mutua.
Ecco il testo:
Nella “diretta televisiva” del Consiglio Comunale di Sciacca “Question Time” del 24 febbraio 2011- andata in onda su una emittente locale saccense- è stata presentata, dal Consigliere Comunale Giuseppe Turco, una “ interrogazione” sulla “incompatibilità” del Dr. Vito Bono a ricoprire la carica di Sindaco in quanto, anche medico del S.S.N, tutt’ora esercitante la professione come da lui stesso dichiarato in più e più occasioni. Essendo il sottoscritto un “opinionista radio televisivo” di una emittente locale di Sciacca, incuriosito, ho fatto una breve ricerca su internet e alla voce “incompatibilità Sindaco-Medico” è saltata fuori una Sentenza della Corte di Cassazione che dichiarava decaduto il Sindaco di Civitanova Marche, perché essendo medico della mutua risultava essere incompatibile con la carica di Sindaco.
Ma ho pensato anche che essendo il sindaco di Sciacca, Dr. Vito Bono, medico del S.S.N. in Sicilia, Regione a Statuto Speciale, potrebbe esercitare anche la professione di Medico oltre che quella di Sindaco, in base a qualche modifica o interpretazione della Legge Nazionale che disciplina l’argomento. Ebbene collegatomi con il sito della Regione Siciliana alla voce “indice delle FAQ”, cliccando sulla voce “incompatibilità” riporta quanto segue: "I dipendenti dell’USL e i professionisti convenzionati non possono ricoprire la carica di sindaco e di assessore del comune il cui territorio coincide con quello dell’USL nonchè del comune con popolazione superiore a 28500 abitanti che concorre a costituire l’USL dalla quale dipendono o sono convenzionati. Detta causa di incompatibilità non ha effetto se entro 10 giorni dalla data in cui diviene esecutiva la nomina abbiano chiesto di essere collocati in aspettativa. I professionisti convenzionati, entro il suddetto termine, devono cessare dalle funzioni che danno luogo alla incompatibilità. Di conseguenza, la convenzione rimane sospesa per la durata del mandato elettivo. (art.15, l.r.24/06/1986, n.31).
Interessante in merito, anche una nota esplicativa dell’ ANCI del 25 giugno del 2009.
Ora essendo la causa della incompatibilità “il continuare ad esercitare la professione di medico”, ed avendo, il Sindaco Vito Bono dichiarato nella seduta del Consiglio Comunale – Question Time di cui sopra, che lui continua ad esercitare la professione di medico del S.S.N., perché lo può fare in base alla Legge 154/81. Ma, data la vetustà della Legge 154/81 e la esplicita chiarezza della FAQ del 2009, della Regione Sicilia sopra riportata in merito alla incompatibilità, il sottoscritto, nutrendo fortissimi dubbi sulla questione, si rivolge a Lei Signor Prefetto per sapere se il Dr. Vito Bono può continuare ad essere sindaco di Sciacca e contemporaneamente medico della mutua.
Al Signor Procuratore della Repubblica, chiedo di appurare, nel caso fosse riscontrata l’incompatibilità, se vi siano stati dei danni economici ed erariali arrecati al S.S.N. e/o al Comune di Sciacca. Restando in attesa di un cortese iscontro, porgo, a Lei Signor Prefetto ed al Signor Procuratore della Repubblica, i miei migliori saluti.  

lunedì 16 maggio 2011

MA QUANT'E' BELLO STAR... ALLA CAMERA DI COMMERCIO

RICCARDO VIVIANI

Vittorio Messina, come era previsto è stato riconfermato presidente della Camera di Commercio di Agrigento, e il suo primo intervento è stato quello di invitare il neo consigliere Riccardo Viviani a non insediari nel consiglio generale della stessa Camera di commercio agrigentina. "Nel solco del rispetto della legalità e dei principi di trasparenza che contraddistingue il mio operato ha dichiarato Messina ho invitato il neo consigliere Riccardo Viviani a non insediarsi in seguito alle critiche sollevate dal consigliere comunale del Pd di Agrigento. Una vicenda su cui, per evitare strumentalizzazioni di ogni genere, gli uffici preposti effettueranno tutte le verifiche del caso"
Nella sostanza, il consigliere comunale Giuseppe Arnone è intervenuto ai lavori assembleari sostenendo che l'ex sindacalista e ex vice sindaco della giunta menfitana guidata da Botta, Riccardo Viviani non poteva insediarsi perché incompatibile per una condanna subita. Secondo Arnone, Viviani è incompatibile con la carica perché condannato a tre anni con una Sentenza del Tribunale per aver "derubato" la stessa Camera di Commercio, che peraltro era costituita parte civile nel relativo processo. Secondo quanto scritto da Arnone in una lettera, Viviani era stato nominato Presidente di una Azienda Speciale della Camera di Commercio, l’Azienda per i Porti, e secondo quanto emerso, aveva dotato l’Azienda di un conto corrente bancario della Camera di Commercio. Poi, aveva in parte versato queste somme della Camera di Commercio nel suo conto corrente personale ed in parte le aveva utilizzate emettendo assegni per pagare esigenze personali. Il tutto per 24 mila euro. Viviani quindi era stato accusato di peculato  finito sotto processo al Tribunale di Agrigento e condannato a 3 anni. Malgrado questo, in una Italia dove tutto è permesso, aveva trovato qualche organizzazione, ente o associazione agricola a presentarlo per far parte del consiglio generale della Camera di Commercio. Ovvero per far parte della stessa organizzazione che, secondo Arnone e il Tribunale di Agrigento, aveva derubato. 
Dopo queste accuse, il presidente Messina ha invitato Viviani a non insediarsi.
Vediamo come va a finire!

lunedì 9 maggio 2011

SESSO SUL TETTO DEL CAMPUS. ECCO COME USARE L'UNIVERSITA'

 Una lezione di sesso sul tetto di uno degli atenei più prestigiosi del mondo mette in imbarazzo tutta l'America. Sabato pomeriggio, in pieno giorno (una giornata di sole per fortuna) due giovani studenti hanno dato sfogo agli istinti sessuali in cima ad uno storico palazzo del campus dell'Università della California del Sud, a Los Angeles. Non sapevano di essere guardati o fotografati da decine di curiosi che erano lì, a guardare divertiti.  Immediata l'apertura di un'inchiesta interna, mentre il protagonista, un membro di una nota confraternita, dovrà rispondere di sesso in luogo aperto.
Le immagini hanno fatto il giro delle università, dei social network, delle tv e dei giornali di tutti gli Stati Uniti. Le foto riprendono la giovane coppia intenta a fare sesso in svariate posizioni, sono una decina in tutto, ma sono giù state cliccate centinaia di migliaia di volte nelle ultime ore. Il luogo scelto per qualche momento di intimità è stata la Waite Phillips Hall, un palazzo di 12 piani all'interno del campus.
Ragazzi, la prossima volta, guardatevi attorno e controllate gli altri tetti! 

mercoledì 4 maggio 2011

UNA VIGNETTA DA NON PUBBLICARE

Con tutto il rispetto... questa non era una vignetta da pubblicare, anzi, nemmeno da disegnare. Milo Manara ha fatto, posso dirlo? una cazzata! Sarebbe stato meglio per lui e per Il Fatto quotidiano (che ha pubblicato la vignetta), se il bravo disegnatore si fosse concentrato sulla campagna promozionale della Sisley ed evitato questo disegno. Fuori da ogni logica, persino per chi non è religioso.
Meno male (per lui) che siamo in Italia e che il personaggio raffigurato in quella posa oscena è Papa Giovanni Paolo II. Se al suo posto ci fosse stato un personaggio qualsiasi dell'Islam a quest'ora Manara avrebbe bisogno di una scorta e fatto la fine di quel disegnatore che pubblicò le vignette su Maometto; costretto a vivere barricato in casa e licenziato.

sabato 30 aprile 2011

TRE INCARICHI ESTERNI: IL COMUNE SBORSERA' PIU' DI 100.000 EURO

Centoquattromila euro, escluse Iva al 20%, escluso il 4% alla cassa nazionale di previdenza ed eventualmente a spese di vidimazione delle parcelle. A tanto ammonta il costo che il comune di Sciacca dovrà far fronte per tre incarichi esterni affidati ad altrettanti professionisti perché, nei tre casi in oggetto, l'ufficio tecnico comunale ha dichiarato, causa troppo lavoro, di non essere in condizione di farli.
Ma andiamo per ordine. E guardiamo le determinazioni del sindaco Vito Bono.
Il 23 marzo l'amministrazione comunale ha affidato all'ingegnere Salvatore Contrino di Agrigento l'incarico di direzione lavori e assistenza al collaudo per le opere di urbanizzazione primaria all'interno del piano ASI di contrada Santa Maria. L'incarico del progetto, già approvato in via definitiva era stato affidato in un primo tempo all'architetto Gulotta e successivamente all'ingegnere Liotta. Ma siccome i dirigenti dell'Ufficio tecnico comunale hanno dichiarato che, per il troppo lavoro, nessuno degli architetti o ingegneri poteva assumere l'incarico di direttore dei lavori, ecco che con determina del sindaco, detto incarico viene affidato all'agrigentino Salvatore Contrino. L'importo per dirigere i lavori? 59.000 euro.
Ma siccome l'ufficio tecnico comunale è oberato di lavoro, ad aprile arrivano altri due incarichi esterni.
Il 7 aprile si mette mano a quel famoso percorso che possa collegare la via stazione con la piazza Angelo Scandaliato, progetto lanciato in campagna elettorale. L'incarico viene affidato all'architetto Accursia Ciaccio, ma siccome, si legge nella determinazione, il personale tecnico si trova nell'impossibilità di provvedere alla progettazione esecutiva, viene affidato tale incarico all'architetto Francesco Russo da Sciacca. Il costo dell'incarico per il progetto esecutivo? 24.742 euro, esclusa Iva, cassa nazionale di previdenza (altro 4%) e eventuali diritti di vidimazione.
L'indomani, l'8 aprile, sempre su determinazione del sindaco viene affidato un altro incarico esterno. Stavolta si parla dei lavori di completamento della casa albergo per anziani. Ma non di progettazione, semplicemente di supporto e consulenza tecnica per la fase di predisposizione del bando di gara e in seguito, di valutazione delle offerte per il completamento dei lavori. Per fare da supporto, viene affidato l'incarico all'ingegnere Pippo Oliveri. Il costo? 19.515 euro oltre iva al 20%, oltre 4% di cassa nazionale di previdenza e assistenza ed eventuale tassa di vidimazione della parcella.
Insomma, ai centoquattromila euro bisogna sommare tutte le altre voci per un comune che va avanti in dodicesimi e senza Bilancio approvato.
Complimenti!!!!


giovedì 28 aprile 2011

MICHELE ORDINA, EUGENIO ESEGUE!

Nuovi assestamenti all'interno dell'Amministrazione Provinciale di Agrigento. Si è dimesso infatti, l'assessore alla Cultura Katea Ferrara, al suo posto, il Presidente D'Orsi,  ha nominato l'attuale coordinatore cittadino di FDS di Porto Empedocle Paolo Ferrara, non per meriti politici, come si può immaginare da una giunta chiamata a governare una provincia disastrata come quella di Agrigento, dove i palazzi crollano, le strade sono disastrate, la gente cade dai viadotti con gardrail vecchi e la disoccupazione dilaga, ma, come lo stesso D'Orsi ha dichiarato, su indicazione dell' On. Michele Cimino.  Ovvero: Cimino ordina, D'Orsi esegue!
Il neo assessore Ferrara, dirigente di banca già consigliere Provincialeed assessore provinciale al Turismo, Legalità e Trasporti ha giurato davanti al Presidente Eugenio D'Orsi ed al Segretario Generale Giuseppe Vella. E il presidente D'Orsi, che avrebbe fatto bene a dimettersi molto tempo addietro, prima di cominciare il valzer delle poltrone assessoriali ha dichiarato "Esprimo compiacimento per la coerente azione dell' Onorevole Cimino che, zittendo le  “cassandre” di turno, ha condiviso il percorso politico di questa nuova maggioranza”.  E, aggiungo io, mi ha indicato un suo amico da nominare ad assessore (anche se dalla faccia del presidente provinciale, non sembra molto contento della scelta). In ogni caso: una vergogna politica!

CI VUOLE UN CROLLO PER SVEGLIARE QUALCHE DEPUTATO?

Crollato l'edificio storico ad Agrigento, sembra che ci sia un risveglio di deputati, sindaci e presidenti provinciali che hanno allertato i loro uffici stampa e non mancano di segnalare edifici storici pericolanti. Addirittura il presidente della provincia Eugenio D'Orsi ha dato la sua disponibilità a collaborare col sindaco di Agrigento per risolvere il problema del centro storico. E allora uno si chiede: ma D'Orsi, in quale città vive? Non vive forse ad Agrigento? E com'è che, in qualità di presidente della provincia, non si è mai informato sullo stato delle cose? O come al solito... un attestato di aiuto fa più notizia?
Poi è arrivata l'ex sindaco di Naro che ha segnalato lo stato di pericolo del duomo di Agrigento e quello di Naro, (ma scusi? non faceva il sindaco di Naro? com'era la situazione quando lei era sindaco, On. Maria Grazia Brandara?. Oggi arriva anche il deputato del Pd Angelo Capodicasa che segnala una chiesa di Licata, sempre in provincia di Agrigento.
“Il ministro Galan predisponga un intervento urgente per la messa in sicurezza del tetto e per il consolidamento della struttura della chiesa San Francesco di Licata”. È quanto chiede Angelo Capodicasa, deputato del Pd, in un’interrogazione al ministro ai Beni Culturali, sottoscritta anche dai deputati del Partito Democratico Giuseppe Berretta, Daniela Cardinale e Alessandra Siragusa.
Il tetto della chiesa di San Francesco dicono, rischia di crollare. La chiesa è in stato di abbandono da anni, sono cadute nel vuoto tutte le segnalazioni effettuate alle autorità competenti.
Accidenti: per svegliare la deputazione ci vuole un crollo...

venerdì 22 aprile 2011

QUI RADIO TRAMPA!

Qui Radio Trampa!
Ma io mi chiedo: per quale motivo devo pagare con i miei soldi di contribuente, un giornalista fallito come Giuliano Ferrara che da anni con un misero foglio si fotte i soldi statali. Che non fa opinione nemmeno nel suo condominio e quando voleva fare un partito l'hanno bocciato senza appello. Adesso me lo ritrovo a fare l'opinionista e a mettermi in guardia perché qualcuno vuol far fuori Silvio Berlusconi, il suo capo.
Eppure credevo che per fare l'opinionista, ciò per rompere le palle alla gente con le proprie verità, bisogna avere almeno un curriculum di coerenza e non di convenienza. Ma grazie a Masi, in Rai entrano tutti... tutti quelli che difendono il capo!
Basta scorrere il curriculum di Ferrara. Dopo la militanza nel PCI (chissà come c'era entrato) e la successiva adesione al PSI (qui la scelta è più logica) arrivò persino a dichiarare che “le scelte di fondo di Craxi e dei socialisti sono le più giuste per il Paese e per la sinistra”. La storia ha dimostrato il contrario. Ma siccome il Ferrara è sempre stato un voltagabbana, giusto per non farsi mancare niente, e soprattutto non farsi mancare i soldi in tasca nel gennaio del 1996 grazie ai soldi di Berlusconi fonda il quotidiano Il Foglio (edito dall'omonima cooperativa editoriale, della quale fa parte Veronica Lario, seconda moglie, oggi divorziata di Silvio Berlusconi).
Il 12 febbraio 2008 il giornalista annuncia la fondazione di un partito politico, che definisce "di scopo", per portare il dibattito sulla vita in Parlamento. Chiama il partito 'Associazione difesa della vita. Aborto? No grazie. La lista "Aborto? No, grazie" si presenta da sola e raccoglie 135.578 voti, pari allo 0,371% non superando la soglia di sbarramento e non conquistando alcun seggio. Un fallimento! Epperò, eccolo qui, in RAI a fare l'opinionista! Che tristezza!

mercoledì 23 marzo 2011

PROFUGHI E DISOCCUPAZIONE

50.000 saranno i potenziali profughi che verranno accolti nelle regioni italiane stando all’ultimo vertice tenuto ieri dal Ministero dell’Interno, ed essi rappresenterebbero l’1,2% degli stranieri già presenti in Italia. Tale situazione si inserisce in un momento di particolare stress del mercato del lavoro straniero che dal 2008 conta 110 mila disoccupati immigrati in più e dove il tasso di disoccupazione è all’11,4%.
 In Lombardia ammonterebbero a 10.264 (il 20,5% del totale), e sarà la Sardegna ad accogliere il maggior numero di profughi rispetto alla popolazione straniera già presente nell’isola (5,2%).
Dei 50.000 profughi che verranno distribuiti in base al numero di abitanti, si stima in 10.264 i soggetti che verranno ospitati in Lombardia (20,5%), poco più di 6mila in Campania (12,2%), 5.935 nel Lazio (11,9%) e 5.132 in Veneto (10,3%). La stima è stata calcolata dalla Fondazione Leone Moressa considerando il criterio di mille profughi ogni milione di abitanti senza tener conto delle regioni escluse dal Ministero nelle quali è già forte la pressione migratoria (Sicilia, Calabria e Puglia) e dell’Abruzzo a causa del recente evento sismico.
Ma quale sarà il peso dei nuovi profughi sulla popolazione straniera già presente nelle regioni? Se a livello nazionale tale quota è dell’1,2%, si possono identificare alcune aree, specie quelle del Sud, dove tale incidenza è più elevata. Si fa riferimento alla Sardegna dove i 1.747 profughi previsti in arrivo rappresenterebbero il 5,2% della popolazione straniera già residente nell’isola, oppure la Basilicata con il 4,7%, la Campania e il Molise con il 4,1%.
L’ipotesi di nuovi ingressi di immigrati nel territorio italiano si inserisce in un momento di particolare difficoltà per il mercato del lavoro straniero. Infatti in Italia si contano oltre 265mila disoccupati stranieri, di cui 110mila creati dalla crisi, dal 2008 ad oggi. Attualmente il tasso di disoccupazione straniero si attesta all’11,4% (contro una media degli italiani dell’8%), con un aumento nell’ultimo biennio di 3,1 punti percentuali. Le regioni che mostrano il tasso di disoccupazione straniero più elevato si trovano nelle aree settentrionali, soprattutto in quelle occidentali come Piemonte e Valle d’Aosta (15,4%) e Liguria (13,8%), ma è la Basilicata a registrare il valore più elevato (18,9%). Dal 2008 la crisi ha lasciato senza lavoro oltre 35mila stranieri in Lombardia, 17,6mila in Emilia Romagna e 17,1mila in Piemonte e Valle d’Aosta.

venerdì 25 febbraio 2011

PARCHEGGI A PAGAMENO A BENEFICIO DI CHI?

I parcheggi comunali a pagamento delle piazze Mariano Rossi, e Don Luigi Sturzo, viale della Vittoria e via Licata, sono gestiti a titolo gratuito dal 2000, e, cioè, da ormai più di 10 anni. L'importo dei pagamenti effettuati dagli utenti dei parcheggi a pagamento, quindi, va totalmente a beneficio del gestore privato. E' quanto si legge in una nota a firma dell'associazione politica Popolari per Sciacca. 
Il codice della strada - scrive il presidente del sodalizio Stefano Scaduto - prevede che i proventi incassati dai comuni per la gestione dei parcheggi pubblici a pagamento devono essere destinati alla costruzione di nuovi parcheggi e al miglioramento della mobilità urbana.
Sciacca necessita di nuovi parcheggi, e il pagamento di un giusto corrispettivo da parte del gestore privato – aggiunge Scaduto - consentirebbe al comune di accumulare un fondo vincolato alla costruzione di nuovi parcheggi ed al miglioramento della mobilità urbana. E aggiungiamo, servirebbe anche ad avere introiti comunali e magari qualche tassa si potrebbe diminuire.
Oltretutto, il contratto prevederebbe l'abbellimento delle aree di sosta e altre cose. Ma di bello (si fa per dire) ci sono solo quattro vasi, e non tutti interi, e nemmeno di terracotta.