lunedì 29 marzo 2010

27 MARZO... LA FESTA DEL... SOGNO DI UN TEATRO


Hanno dovuto aspettare cinquant’anni ed è stato necessario un decreto del governo. Finalmente, ogni 27 marzo, a partire da quest'anno sarà celebrata anche in Italia la «Giornata mondiale del Teatro», che esiste in Europa dal 1961, quando fu istituita a Vienna.
E naturalmente non potevano mancare i festeggiamenti e le polemiche. A Sciacca, ad esempio, nella sala blasco del comune di Sciacca si è tenuto un incontro per parlare del teatro, delle esperienze e dei problemi. Che ci sono ed è inutile nasconderli, malgrado gli sforzi che le compagnie teatrali saccensi fanno, malgrado la mancanza cronica di spazi teatrali e le reiterate promesse di mettere in funzione questo o quello spazio teatrale.
E mentre a Sciacca si cercava, in qualche modo di festeggiare degnamente questa giornata, da Ribera arrivavano le polemiche con il Coordinamento del Partito Democratico riberese, che salutava la giornata mondiale del teatro e al contempo sottolineava la mancanza di un cartellone teatrale.
L’Italia è il paese delle feste — osservava Gabriele Lavia —. Una festa per il teatro non serve a risvegliare nulla, se non c’è un concreto impegno da parte delle istituzioni. E a proposito di impegni da parte delle amministrazioni e delle istituzioni, invitiamo le compagnie teatrali a mettere in scena La Vita è sogno, di Calderon de la Barca, magari lì, in sogno, un teatro viene fuori.

sabato 27 marzo 2010

I PEZZI MANCANTI DELLA DESTRA E DELLA SINISTRA


Ieri sera, al castello incantato di Filippo Bentivegna, alla presenza di un buon pubblico, del sostituto procuratore della Repubblica Salvatore Vella, del neo segretario della CGIL Franco Zammuto, del deputato nazionale Giuseppe Marinello e con le assenze dei rappresentanti dell'amministrazione comunale, è stato presentato il libro di Salvo Palazzolo, giornalista del quotidiano La Repubblica dal titolo “I pezzi mancanti”. L'incontro è stato moderato dal collega Massimo D'Antoni. Il volume, pubblicato da Laterza pone una serie di domande. Ben 24. Palazzolo si chiede dove sono finiti gli appunti di Peppino Impastato, l'agenda del commissario Ninni Cassarà, le videocassette di Mauro Rostagno, le relazioni dell'agente Nino Agostino, i files di Giovanni Falcone che sparirono di colpo dal suo computer, l'agenda di Paolo Borsellino mai ritrovata, il dossier del maresciallo Antonino Lombardo e tutte le altre prove trafugate dagli infedeli servitori dello Stato?
Ma rimangono sempre domande. Chi sono i mandanti occulti dei delitti eccellenti di Cosa Nostra? E chi sono gli insospettabili tesorieri della mafia? Ma soprattutto quali sono le complicità e le trattative con la politica? E sulla politica, il giornalista, e collega di "Repubblica" è stato chiaro. Si commette un errore, ha detto, se si considera la lotta alla mafia come proprietà di una parte politica. Dando praticamente, e sicuramente senza volerlo, una risposta a tutte le diatribe e le discussioni che hanno animato le scorse settimane. Diatribe su convegni e "convenienze" che hanno tenuto banco su Facebook, nei vari blog privati e che hanno fatto consumare decine di metri di carta in comunicati stampa.
La lotta alla mafia, ha detto Palazzolo, non ha colore. Ed ha ricordato che ci sono state vittime di destra come Mattarella e di sinistra come Pio La Torre, con insabbiamenti da parte degli esponenti della DC e dell'allora PCI.
Sarebbe il caso, per uscire dalla mediocrità imperante di questa città, che si uscisse fuori, una volta per tutte da queste mere appartenenze a partiti e partitini e si comiciasse una lotta comune.
O è chiedere troppo?

giovedì 25 marzo 2010

GLI ATO RIFIUTI PASSANO DA 27 A 10


Esprimiamo la nostra personale condivisione nei confronti della riforma della Gestione dei rifiuti approvata ieri dall’ARS.
Con la riduzione degli ATO da 27 a 10, si dà un forte segnale di razionalizzazione e di contenimento di organismi e strutture spesso pletorici ed onerosi.
Questo il commento del deputato del PDL Giuseppe Marinello.
Ricordiamo, peraltro, -scrive il deputato saccense- che la norma approvata va nell’esatta direzione di quanto previsto dalla Finanziaria Regionale del 2006, così come fortemente richiesto dal PDL.
Con questa riforma, si chiude per sempre l’argomento degli ATO cosidetti “virtuosi” che, così come chiaramente evidenziato nelle ultime settimane, hanno rappresentato un oggetto di trattativa con alcuni settori del PD, evidentemente più interessati al mantenimento di rendite politiche e di posizioni che nulla avevano a che vedere con lo spirito riformatore della legge.
Insomma, secondo Marinello, gli ATO siciliani, o almeno la maggior parte di loro erano solo società che permettevano rendite ad alcuni (in particolare a qualcuno del PD). Non sappiamo se ciò corrisponde, ma nella storia della Sicilia abbiamo avuto troppi enti inutili, creati ad hoc da politici per riempirli di amici, parenti, raccomandati e amici degli amici, con grossi stipendi mensili per poterci permettere il lusso di dubitare.
Di certo c'è che la riduzione di ben 16 (sedici) ATO farà risparmiare un sacco di soldi ed eliminare un bel po' di enti di plastica. Eppoi, diciamocelo: munnizza era e munnizza è!

sabato 20 marzo 2010

LA DIABOLICA GIRGENTI ACQUE


Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Mai detto fu più appropriato per la gestione dell'acqua pubblica fatta da Girgenti acque. Ormai i cittadini saccensi e non hanno il terrore della bolletta. Non si sa che cifra arriverà, non si capisce come facciano i controlli, e soprattutto non si sa con quali criteri quantifichino l'importo da pagare. Chiunque, all'emissione delle bollette, vedendo una cifra che supera le 500 euro per una abitazione privata, si chiederebbe quanto meno, se all'interno di due stanze e bagno ci sia anche una piscina privata che giustifichi questa quantità di acqua consumata. Girgenti acque invece invita a verificare se ci sono perdite, ma le uniche perdite, non riparate, sono quelle che si verificano nelle condutture.
Ma oltre alle bollette pazze, adesso Girgenti acque risponde alle contestazioni senza aver fatto le opportune verifiche.
Ma andiamo ai fatti e spieghiamo perché si arriva al ridicolo.
L'utente in questione si vede recapitare una bolletta di 705 euro per il consumo di acqua con un contatore che, segnerebbe 59. Ciò significa che quello stesso contatore ha superato quota mille, si è azzerato ed ha ricominciato d'accapo. Niente di più falso, visto che il contatore segna 459.
La bolletta, in copia viene portata agli uffici comunali e per la contestazione negli uffici di Girgenti acque, spiegando all'addetto che evidentemente è stato commesso un errore.
L'errore sta nel fatto che quel contatore, dietro suggerimento dell'EAS è stato chiuso da quasi tre anni perché il proprietario ne aveva in funzione ben due. I tecnici dell'EAS hanno provveduto a staccare i tubi e a chiuderlo con tanto di piombatura.
Ci si aspettava un mea culpa della Girgenti acque. Invece, alla contestazione effettuata dopo lunga e penosa fila, arriva una lettera di risposta nella quale si invita ancora una volta a verificare eventuali perdite (che non possono esserci) e che il consumo è quello rilevato precedentemente.
Insomma, Girgenti acque ha spedito una lettera di risposta senza curarsi di andare a controllare la contestazione. Lettere precompilate che dimostrano la approssimazione con la quale opera la società. Se avessero mandato un addetto a controllare si sarebbero accorti che il contatore è staccato. Invece non hanno mandato nessuno e continuano nella loro opera diabolica. E questo non è accettabile, per gli utenti, per i cittadini e per chi lotta per un bene comune: l'acqua.

mercoledì 17 marzo 2010

PORTA PALERMO IN MANO AGLI ATTACCHINI SELVAGGI


Si parla di senso civico e di rispetto, si organizzano mostre e convegni sul valore bei beni monumentali e poi si assiste giornalmente ad uno scempio non autorizzato. L'affissione di manifesti selvaggi nei nostri monumenti storici.
Quello preso di mira da vari ambulanti, agenzie che cercano telefonisti, assicurazioni e musicisti vari, è la porta palermo. Uno dei monumenti più belli della città, restaurato non molto tempo addietro che però deve subire lo scempio del manifesto selvaggio da parte di chi, in maniera del tutto arbitraria, pubblicizza la propria attività o l'evento in discoteca. Se entrando da Porta Palermo, questo è il biglietto da visita riguardo la cura dei monumenti siamo messi veramente male. Siccome di questo argomento ce ne siamo occupati parecchie volte, ma, evidentemente non si scoraggia nessuno, allora proponiamo all'amministrazione comunale di predisporre una ordinanza che vieti categoricamente l'affissione nei monumenti storici, prevedendo multe salate ai trasgressori. E se gli attacchini, armati di scotch, non sono colti sul fatto, perché magari vanno in giro di notte e approfittano dell'oscurità, prevedere la multa, anch'essa salata, alla società, ditta, o locale pubblicizzato sui manifesti che diventa facilmente rintracciabile.
Solo in questo modo si può responsabilizzare chi organizza eventi o pubblicizza la propria attività facendo scempio dei nostri monumenti, in barba ad ogni divieto.

martedì 24 novembre 2009

GIACOMO SFERLAZZO & Co.


L'intenzione di RADIO TRAMPA, oltre a quella di proporre buona musica, è di fare ascoltare un po' di gruppi o di giovani che si avvicinano alla musica e, nella maggior parte dei casi, pagano di tasca propria la produzione dei CD.
Per questo, nelle scalette della trasmissione troverete nomi di gruppi sconosciuti ai più, ma che negli ambienti della musica cosiddetta underground hanno un seguito.
E' il caso dei SINE FRONTERA che abbiamo già presentato nelle scorse settimane, è il caso dei RATTI DELLA SABINA, oppure degli ATLETICODELFINA o ancora dei marsalesi MARTA SUITUBI.
E allora, oltre a farvi ascoltare i loro CD, cercheremo, nell'ambito locale e non, di farveli ascoltare dal vivo. Il primo è GIACOMO SFERLAZZO. Il suo CD "Il figlio di abele" lo potete trovare già nei negozi, nelle edicole o comprarlo durante i concerti.
Intanto, giovedì prossimo 26, sarà nostro ospite in trasmissione, dopo il collegamento con i LEGENDARY KID COMBO. Buon ascolto
Accursio Soldano

venerdì 20 novembre 2009

MODENA CITY RAMBLERS (24 novembre)


Il nuovo disco è l’undicesimo capitolo discografico dell’ormai quasi ventennale storia della band emiliana. Si compone di dodici canzoni, scritte, arrangiate e prodotte dagli stessi Ramblers, che, per le registrazioni, effettuate presso la  consueta “base” dello studio Esagono di Rubiera (RE),  fanno quasi tutto da soli, avvalendosi della collaborazione alle fisarmoniche e tastiere di Leonardo Sgavetti (in tour con la band dall’anno precedente) e di pochi altri contributi esterni.
Già dal titolo si evince un chiaro richiamo a quello che è il tema dominante del lavoro: il concetto di libertà, interpretato a seconda delle canzoni nelle sue declinazioni più individuali o collettive. Mai come in questi tempi questa parola echeggia e rimbalza sulle bocche di tutti, svilita, strumentalizzata, svuotata di valore intrinseco nel suo essere piegata all’uso e consumo della propaganda  mediatica, politica e militare. I Ramblers si confrontano con questo concetto e scendono in profondità, tra le piccole grandi schiavitù e i guizzi di libertà che animano e condizionano i sentimenti, gli affetti, le idee e i sogni di noi tutti e le utopie, le conquiste, i valori ma anche le  mistificazioni e i pesanti condizionamenti che, come società, viviamo e accettiamo o subiamo.
Il disco alterna momenti di grande carica a dolci ballate, ritmi reggae e tzigani, valzer e sei ottavi tra Irlanda e meridione d’Italia, con sonorità che sono ormai classiche della musica  targata MCR. È soprattutto la componente legata ai suoni della tradizione italiana, specie tarantella e tammurriata, a risultare in questo nuovo lavoro particolarmente evidente, caratterizzando il disco come quello più carico di riferimenti al nostro patrimonio di musica popolare.
L’uso del dialetto emiliano, da sempre una delle soluzioni espressive della band, si affianca poi nella title track a quello partenopeo, con una unione di lingue ed accenti che ribadisce come per la band, nelle differenze e nella varietà espressiva, si possano trovare le occasioni per accostare culture e abbattere confini, più che dividere.
Le voci di Betty e Dudu si alternano nelle varie tracce, assieme ad alcuni episodi di natura più corale, interpretando testi talvolta diretti e immediati, altre volte poetici e metaforici, che si vanno sempre ad inserire nell’alveo della tradizionale scrittura militante e sognatrice dei MCR.
Per la prima volta i Ramblers  si assumono in toto anche la realizzazione della componente grafica del cd, sulla cui copertina compaiono, tra le righe di una bandiera che rimanda per foggia e cromatismi a quella di molte nazioni americane a cominciare dagli USA, ma che non è nessuna di esse, i primi articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, di cui si è appena celebrato il sessantesimo anniversario.

mercoledì 18 novembre 2009

ANGELO BRANDUARDI A RADIO TRAMPA


E' stato il cantautore Angelo Branduardi, l'ospite di RADIO TRAMPA del 19 novembre, la trasmissione radiofonica di Tele radio Sciacca che va in onda dalle 10 alle 12 sulle nostre frequenze radio.
Dopo Giovanni Nuti e Gianmaria Testa dunque, la trasmissione radiofonica presenta ai nostri radioascoltatori un altro ospite d'eccezione.
Branduardi ha pubblicato da poco il nuovo CD dal titolo "Senza Spina" con gli arrangiamenti di Maurizio Fabrizio. Un cd che contiene pezzi storici del menestrello di Cuggiono e tre canzoni inedite. Una di queste, è già in programmazione nel nostro palinsesto radiofonico mentre di Branduardi, la nostra emittente aveva già trasmesso lo spettacolo dedicato a San Francesco dal titolo “La Lauda di Francesco”
L'intervista, in diretta radiofonica ad Angelo Branduardi è prevista intorno alle 11.30 ed è visibile in streaming collegandosi al sito www.teleradiosciacca.it.
Branduardi è presente sul mercato discografico con il CD “Senza spina”, un vecchio concerto del dicembre '86 all'Olympia di Parigi, riapparso grazie alle registrazioni conservate dall'ingegnere del suono di quella serata. È il documento sonoro di uno spettacolo acustico quando ancora non era scoppiata la moda delle esibizioni «unplugged». Nel CD, Branduardi ripercorre una carriera lunga una cinquantina di dischi e propone cinque brani tratti da quello che è un disco memorabile: Branduardi canta Yeats.
Domanda: com'è venuto fuori il CD "infinitamente piccolo con i testi di San Francesco?
Risposta: i francescani, dopo un mio rifiuto, quando ho chiesto perché lo chiedete a me, mi hanno risposto... noi lo chiediamo a te, perché Dio sceglie sempre i peggiori.

martedì 10 novembre 2009

DUE GRANDI MUSICISTI A RADIO TRAMPA



GIOVANNI NUTI
GIANMARIA TESTA

in diretta in collegamento telefonico martedì 17 novembre a partire dalle 10.30.
E' sicuramente un grande colpo, per la nostra trasmissione, avere la possibilità di parlare con Giovanni Nuti, che ha musicato le poesie della grande Alda Merini e che in questi giorni sta pubblicando il nuovo CD. E poi, avremo sempre in collegamento telefonico uno dei migliori cantautori italiani: Gianmaria Testa.
Vi ricordo che la trasmissione radio è seguibile anche in streaming collegandosi al sito www.teleradiosciacca.it
A Gianmaria Testa hanno rivolto domande anche Giandomenico Pumilia e Davide Schittone, ma accogliamo tutti quelli che avessero delle domande da fare agli artisti che avremo in collegamento telefonico.

A RADIO TRAMPA INTERVIENE DANIELA GAMBINO


La gente passa a trovarmi in Sicilia. Me lo sento ripetere spesso: come la racconti tu, viene voglia di conoscerla. Negli anni ne ho descritto la gioia amara fino a farla diventare quasi un personaggio, di più: una persona. Con la sua lentezza elefantiaca, col suo cinismo, con l'innocenza struggente della sua natura indifesa e lussureggiante, le sue coste stupende segnate dall'abusivismo. Con il ribollire delle sue pentole che ricordano l'Etna e distribuiscono cibarie da mille e una notte nei luoghi più inaspettati. E lo stesso mi viene da pensare a Erice, a Scopello, a Cefalù, in ognuno di questi angoli dalla bellezza accecante. Perché la Sicilia sembra un grande amore: anche se la lasci, sei sempre grata di averla incontrata. E queste 101 cose sono l'inizio della vertigine, è come tastare con la punta del piede un oceano caldo e tempestoso e pensare con orgoglio: «Ecco, questo l'ho fatto, nella vita».
Daniela Gambino a RADIO TRAMPA (10 NOVEMBRE 2009)

lunedì 2 novembre 2009

INCONTRO CON PIERA AIELLO? NO... C'E' LA DISINFESTAZIONE


Era previsto un incontro con Piera Aiello, collaboratrice di giustizia e cognata di Rita Atria con gli alunni, ed invece al Liceo scientifico “Giovan Battista Odierna” di Palma di Montechiaro, sabato mattina l’istituto era chiuso per la disinfestazione. L’incontro, fissato alcuni giorni prima, nell’ambito della rassegna “Voci del sud” è quindi saltato e nel pomeriggio si è svolto l'incontro presso il palazzo ducale. Al quale erano presenti pochi ragazzi. Pochi ma buoni.
Piera Aiello è una collaboratrice di giustizia. Il suocero, era il boss don Vito Atria, ucciso il 18 novembre 1985 a soli nove giorni dal suo matrimonio con il figlio dello stesso, Nicola. E anche il marito sarà ucciso.
Nicola verrà ucciso il 24 giugno 1991, nel suo ristorante aperto da soli tre giorni e soprattutto davanti ai suoi occhi. Dopo la sua morte Piera Aiello è stata perseguitata e sorvegliata a vista dai mafiosi. Ma per fortuna venne avvicinata da un amico carabiniere e dal Sostituto Procuratore di Sciacca, Morena Plazzi, la quale la portò a Terrasini per conoscere l'allora Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Marsala: Paolo Borsellino.
Oggi Piera Aiello gira per la Sicilia cercando di portare la sua testimonianza nella lotta contro la mafia.
Io l'ho incontrata a Palma di Montechiaro e ne è uscita fuori una bella intervista.
Ma è grave l'accaduto: organizzare la disinfestazione proprio il giorno in cui Piera Aiello andava nelle scuole per parlare di legalità e di lotta alla Mafia.
Il consigliere provinciale Stefano Girasole ha subito stigmatizzato l'accaduto con queste parole: La presenza di Piera Aiello, in una città dove appena il mese scorso è stato arrestato il presunto capo mafia, -scrive Girasole- poteva essere un momento di riscatto per tutto il paese. La decisione del preside dell'Istituto, di fissare per quel giorno la disinfestazione dei locali, pur sapendo dell'importante incontro fissato con gli studenti, è grave, da censurare, e da condannare.
Nello stesso istituto, il consiglio dei docenti non aveva accolto la proposta del sindaco Rosario Gallo, di intitolare il nuovo plesso a Rita Atria.

venerdì 30 ottobre 2009

DA GENTILE A BERLUSCONI... COSA CAMBIA?


Il 30 maggio del 1875, a Castelvetrano, nasceva Giovanni Gentile considerato ancora oggi, con il suo attualismo, uno dei maggiori filosofi contemporanei. Colui che, insieme a Giovanni Treccani creò la famosa Enciclopedia Italiana e che, per le sue numerose cariche culturali e politiche, esercitò un influsso notevole sulla cultura italiana.
Sono passati sessanta anni, da quando sulla soglia della sua abitazione a Firenze, il 15 aprile 1944, Giovanni Gentile veniva ucciso da un commando gappista. I motivi reali di quell’omicidio, nonostante la confessione di tre dei quattro componenti del “gruppo di fuoco” che spararono sette colpi di pistola, e nonostante l'assunzione della piena responsabilità politica rivendicata da Palmiro Togliatti sulle colonne de L'Unità, sono ancora oscuri. Gentile, forse, fu ucciso dai Gruppi di Azione Patriottica, perché si era esposto con un discorso decisamente filonazista all'inaugurazione dell'Accademia d'Italia nel marzo 1944, esaltando il ruolo determinante della Germania.
E pensare che all'inizio fu Marx.
Dopo la Laurea in Filosofia e l'abilitazione all'insegnamento con una tesi proprio su Karl Marx, Gentile, cominciò ad insegnare nel 1906 Storia della Filosofia all'Università di Palermo e nel 1911 dopo essere stato nominato presidente dell'associazione nazionale dei professori universitari, insegnò, sempre nello stesso ateneo, Filosofia Morale.
Poi si trasferisce a Pisa dove insegna Filosofia Teoretica, e infine, dopo avere esposto il principio della sua filosofia nel saggio “La riforma della dialettica hegeliana” pubblicato nel 1913, il trasferimento a Roma. La tesi di Gentile sulla dialettica di Hegel che tanto piacque al regime fascista era semplice. Secondo il filosofo di Castelvetrano, lo sbaglio di Hegel era stato quello di aver tentato, nella sua Scienza della Logica, una dialettica del pensato cioè del concetto, mentre al contrario, l'unica dialettica possibile, poteva essere quella del pensante, cioè del soggetto che pensa. La vera realtà diventa, quindi, il soggetto attuale del pensiero (da qui il termine attualismo). Insomma, una cosa esiste nel momento in cui la pensi, fuori dell'atto del pensiero non esiste né la natura né Dio e neppure il passato e l'avvenire, il male e il bene, l'errore e la verità.
Per spiegare questa sua tesi, Gentile scriveva: “Si prenda qualunque errore e si dimostri bene che è tale, e si vedrà che non ci sarà mai nessuno che voglia assumerne la paternità e sostenerlo”. L'errore, cioè, è errore in quanto riconosciuto e nel momento in cui è riconosciuto è superato. Insomma, nessuno porta avanti e sostiene una tesi pensando che sia sbagliata, e appena riconosce l'errore, questo è già superato. Insomma, lo stesso lavoro che fa oggi il nostro Premier: prima dice una cosa, il giorno dopo la ritratta, ed avendo in questo modo ammesso l'errore, questo è già superato: si passa avanti.
La tesi, come si può immaginare, piacque molto al governo fascista, al punto che nel 1922, con decreto del 31 ottobre lo nominò Ministro della Pubblica Istruzione nel primo governo Mussolini. A questa nomina, Gentile rispose con il “Manifesto degli intellettuali del fascismo”.
L'adesione al fascismo fu la causa della rottura con Benedetto Croce con il quale aveva collaborato nella rivista “La critica”. Dall'amicizia fra i due filosofi si passò ad una polemica puntigliosa che durò parecchi anni. Non meno critico Croce fu nei confronti di Martin Heidegger, soprattutto quando il filosofo tedesco, nel 1933, come rettore dell'Università di Friburgo, pronunciò il discorso su “L'autoaffermazione dell'università tedesca”. Il discorso, come prevedibile, suscitò reazioni negative nel mondo filosofico internazionale, e fu bollato da Benedetto Croce, come “indecente e servile”.
In effetti, la filosofia di Gentile, per la sua esigenza di collegare unitariamente tutti gli aspetti della vita pratica dell'uomo, oltre che per il legame mantenuto con il pensiero di Hegel e della destra storica, culminava in una dottrina etico-totalitaria dello Stato. Esso era visto da Gentile come il momento di unificazione della società. Davanti allo Stato individui e gruppi erano come il “relativo”, di fronte all'assoluto. Stesso discorso può essere fatto oggi. Tutto è relativo tranne il premier. Alla luce di questa visione filosofica dello Stato e dell’individuo, si capisce come il pensiero politico di Gentile possa essersi connesso strettamente col fascismo e con la visione mistica della patria.
Era naturale quindi, che al filosofo di Castelvetrano venisse affidato il compito di riformare l'assetto scolastico ispirandosi all’ideologia politica prevalente nel Paese. Riforma della scuola che, per alcuni versi è ancora valida. Gentile infatti, estese l’obbligo scolastico fino all'età di 14 anni con un corso elementare della durata di 5 anni, creò l’istituzione di scuole speciali per handicappati sensoriali della vista e dell’udito, istituì l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica, e la creazione dell’istituto magistrale per i maestri elementari.
Nel 1943 Gentile fece atto di pubblica adesione alla Repubblica di Salò e un anno dopo venne ucciso davanti la sua casa a Firenze lasciando una serie di scritti filosofici e studi sulle tradizioni culturali delle varie regioni italiane, fra i quali un emblematico “Il tramonto della cultura siciliana”.
Oggi, si potrebbe scrivere un saggio su: Il tramonto della cultura italiana.